Nessuna traccia di Armando Capirchio. Sono trascorsi ormai quasi cinque giorni dalla mattina di martedì 24 ottobre, quando il pastore sembra essere scomparso nel nulla. Cinquantanove anni, padre di due figli, separato. Una vita semplice, rurale, abitudinaria, che dedicava alla famiglia e alle sue bestie: una ventina di cavalli e oltre cento pecore. In questi giorni, intrisi di speranze deluse e interminabili attese, un'infaticabile macchina dei soccorsi si è messa sulle sue tracce. Una pattuglia di esperti e volontari lo cerca senza sosta, con l'ausilio di diverse unità cinofile dei vigili del fuoco (quattro giunte giovedì da Guidonia e rimpiazzate ieri da sette unità arrivate da Benevento), carabinieri forestali, polizia locale, volontari della protezione civile di Vallecorsa, di Amaseno e Lenola, e una quindicina di giovani volontari fra i quali il vicesindaco Anelio Ferracci.

A sorvolare i cieli della zona l'elicottero dei carabinieri che setaccia dall'alto il territorio, in particolare il Monte Calvo, dov'è stata ritrovata mercoledì mattina la sua Fiat Punto blu. Da terra e dal cielo tutti mossi da un unico obiettivo: ritrovare Armando. Tanti i volontari che, insieme ai figli e alla famiglia, hanno preso parte attiva alle ricerche. Finora, però, del pastore nessuna traccia.

Alcuni volontari della protezione civile hanno rinvenuto un calzino bianco. Sulle prime è apparso verosimile che potesse appartenere al pastore scomparso. L'indumento è stato consegnato ai carabinieri forestali che partecipano alle ricerche per i riscontri del caso, anche se in serata l'ipotesi che fosse suo sembrava tramontata.

Intanto, con il passare dei giorni, la scomparsa dell'uomo si tinge di giallo. Le ipotesi che si fanno sull'accaduto sono le più disparate, tutte ancora in campo: dal malore alla caduta accidentale in qualche crepaccio, senza escludere qualcosa di più grave, un sospetto che in paese si ha quasi paura a pronunciare: l'omicidio.

Il figlio, che è stato il primo a dare l'allarme, notando l'assenza prolungata dell'auto da casa e non avendo ricevuto risposta alle sue chiamate, esclude la pista di un allontanamento volontario. In ogni caso, non si esclude nulla. Certo è che dopo cinque giorni le possibilità di ritrovare in vita Armando Capirchio diminuiscono sempre più. Anche se molti sperano ancora nel "miracolo". I tabulati telefonici del cellulare che l'uomo aveva con sé non mentono: l'ultima cella agganciata dal gestore Vodafone è stata registrata alle 11.39 di martedì. A quell'ora il telefonino era acceso ed era a Vallecorsa. Questo, al momento, appare l'unico dato certo su cui gli inquirenti possano continuare a lavorare.

Da stamattina alle 7 le ricerche sono riprese a tappeto. La squadra dei soccorsi, a cui si sono aggiunti volontari anche da Lenola e da Amaseno, è di nuovo sui monti di Vallecorsa per svelare il segreto che si cela dietro la scomparsa di Armando, profondo conoscitore della zona e suo abitudinario frequentatore. Proprio qui, sul Monte Calvo, teneva i suoi cavalli e ogni mattina partiva da San Simeone per andare ad abbeverarli. Ogni mattina, fino a quel maledetto martedì.