Ossessionato dalla sua ex compagna. A tal punto da seguirla ovunque, pedinarla, chiamarla a tutte le ore del giorno e della notte. Poi la denuncia. Intanto, mentre i carabinieri hanno raccolto le preziose informazioni che hanno motivato la decisione del giudice, lui si è trasferito in Veneto per lavoro. Gli è stata notificata ieri mattina la misura cautelare di divieto di «avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex compagna».
Durante la loro burrascosa convivenza, come riferito dalla donna ai carabinieri della Compagnia di Cassino coordinati dal capitano Mastromanno e dal luogotenente Raucci, il ventiquattrenne cassinate avrebbe più volte dimostrato aggressività. «Il giovane avrebbe più volte posto in essere condotte violente atte a ledere l'integrità fisica, psicologica e morale della donna» come ricostruito dai militari grazie a minuziosi e complessi accertamenti, durati a lungo per verificare quanto dichiarato dalla giovane. Così ieri mattina il giudice, concordando appieno con le risultanze investigative, ha emesso la misura cautelare di divieto di avvicinamento a carico del giovane operaio cassinate.
La violenza non è, infatti, soltanto quella fisica. Esiste una violenza verbale e psicologica più invasiva di quella che si traduce nelle percosse e nei lividi. Una violenza, come quella che confluisce nell'abusato termine "stalking", che rende la vita impossibile.