È immenso lo sdegno della comunità giulianese per il furto sacrilego perpetrato domenica scorsa nel Santuario della Madonna della Speranza, dove ignoti profanatori hanno danneggiato il tabernacolo e hanno rubato la pisside con le ostie.
Un'azione empia compiuta alla luce del giorno visto che «tutto è avvenuto con certezza - racconta don Slawomir Paska, parroco di Giuliano di Roma - tra le 16.30 e le 18, quando il custode del cimitero, che normalmente chiude il santuario, ha scoperto il danno e mi ha avvertito telefonicamente, visto che ero impegnato all'Assemblea diocesana a Casamari». Don Slawek, com'è comunemente chiamato, è poi tornato intorno alle 19 per verificare di persona l'accaduto, prendendo atto che «non vi sono stati altri danni - aggiunge - o ammanchi», e ieri mattina «alle 9.23 - racconta - ho provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri per atti vandalici dopo aver informato altresì il vescovo Spreafico e il sindaco Lampazzi e prima di riaprire il santuario».

Dopo la scoperta del deplorevole accaduto, infatti, il parroco aveva comunicato ai tantissimi fedeli la chiusura del settecentesco luogo sacro, che si trova a 700 metri dell'ingresso al centro storico e conserva un meraviglioso affresco del Cinquecento che raffigura la "Madonna della Speranza col Bambino tra S. Antonio da Padova e S. Nicola da Tolentino". Nella tarda mattinata di ieri, previa sistemazione della porticina del tabernacolo, lo stesso don Slawek ha poi avvisato che il santuario sarebbe stato riaperto informando altresì che sarebbe stato svolto in giornata anche «un sopralluogo - fa sapere il parroco - per l'installazione entro questa settimana dell'impianto di videosorveglianza della chiesa e del piazzale antistante».

E ora, anche a mezzo stampa, rivolge un appello alla cittadinanza: «Chi è a conoscenza di qualsiasi elemento utile per le indagini - comunica l'amministratore parrocchiale - è pregato di rivolgersi ai carabinieri o informarmi direttamente». Gli inquirenti, ovviamente, non possono escludere la pista satanica visto che l'unico obiettivo dei malfattori è stata la capsula contenente le ostie consacrate, le stesse che vengono utilizzate durante i rituali delle "messe nere" e che, sul "mercato nero", arrivano a esser pagate dagli adepti fino a ben 500 euro l'una. Una potenziale ombra dell'occulto che, avvolge anche Giuliano di Roma e il suo santuario a pochi giorni dai festeggiamenti in onore della Madonna della Speranza (21 ottobre) e dopo decine di casi di sottrazione del corpo eucaristico in Ciociaria.