«Un problema serio che riguarda non solo la nostra città, ma riguarda la nostra società, è quella patologia che deriva dal gioco d'azzardo: la ludopatia».
A intervenire con decisione sul tema, più volte sollecitato anche da alcune associazioni del territorio, è stato nella giornata di ieri il sindaco Carlo Maria D'Alessandro.
Dall'idea della città "no slot" alle misure già adottate in passato, tante sono state le iniziative per sensibilizzare il territorio sul delicato tema. Questa volta, però, l'amministrazione comunale intende intervenire in maniera decisa, con misure volte mettere un freno decisivo a quella che è considerata una vera e propria piaga.
Argomenta il primo cittadino: «Qualunque amministrazione che si rispetti ha il dovere di intervenire, e se lo fa su sollecitazione dei cittadini lo fa sempre con coscienza, quindi io ringrazio Angela Abbatecola e Fabio Marino di essere stati promotori di questa iniziativa e il consigliere comunale Rosario Franchitto che ha preso a cuore questa vicenda.
Noi - spiega il sindaco - stiamo lavorando ad una ordinanza indifferibile che possa ovviamente porre un freno a questo dilagare continuo del fenomeno, o addirittura valutare di portare in seno alla commissione preposta uno specifico regolamento.
L'amministrazione - prosegue D'Alessandro - ha il dovere di intervenire: questa è una patologia molto seria che riguarda la salute pubblica e quindi la salute di tutti i miei cittadini, quindi l'intervento dovrà essere deciso concertato, ovviamente con tutte le forze dell'ordine. E soprattutto - conclude il sindaco - è necessario dare una regolamentazione a questo sistema: regolamentarlo vuol dire ridurlo, vuol dire controllarlo. Questo è quello che dobbiamo fare».
La presa di posizione del sindaco va quindi incontro a quella che era stata la richiesta di Abbatecola che la scorsa settimana aveva evidenziato: «Un nuovo, importante tassello si aggiunge al complesso mosaico che - sono certa - permetterà alla nostra Comunità provinciale di debellare la piaga sociale della ludopatia. L'assoluta unità di intenti con Marco Ferrara e la sua attenzione ci consente di guardare con ottimismo a un lavoro difficile e di portata storica che siamo sicuri di concludere al più presto in maniera positiva».