Segregata in casa dal marito. Costretta persino a restare a letto per una settimana. Poi la fuga, grazie all'aiuto di alcuni familiari. E l'inizio di un incubo.
A mettere fine a questa terribile situazione è stata la polizia di Stato che ha bloccato l'uomo «nella disperata ricerca della moglie». Per lui sono scattate le manette per stalking dopo la denuncia da parte della figlia maggiore.

I fatti
L'uomo è stato prelevato ieri dagli uomini del vice questore Tocco direttamente dall'ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove era stato ricoverato presso il reparto Spdc. Cinquant'anni, già noto alle forze dell'ordine per i suoi precedenti contro il patrimonio, contro la persona e per stupefacenti, avrebbe fatto crescere la sua famiglia in un clima di terrore. È stato in questo contesto che si sono sviluppate le azioni violente contro la moglie. Nello scorso mese di agosto, come ricostruito dagli agenti, il cinquantenne ha addirittura segregato in casa la donna impedendole di uscire, costringendola a rimanere a letto per un'intera settimana. «Grazie all'aiuto della figlia più grande, messa al corrente di tutto tramite la sorella più giovane, la donna è riuscita a scappare dal suo aguzzino che per anni l'ha malmenata in ogni modo. Il delirio nei giorni successivi alla fuga da casa della moglie, si è fatto sempre più pressante nel riscontrare che la donna era sparita sottraendosi al suo instancabile e maniacale controllo» hanno spiegato dalla Questura.
L'uomo avrebbe distrutto un intero appartamento che successivamente ha anche preso fuoco. Quindi ha deciso di prendere una camera in un albergo di Cassino dove ha tentato di forzare un armadietto ed è finito in manette. Convalidato l'arresto, il giorno successivo è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di ritorno a Cassino «ma nonostante ciò, ha continuato a incutere terrore, stavolta alla figlia maggiore, minacciandola allo scopo di riuscire a sapere dove si trovasse la moglie». È stata la figlia ad opporsi alla violenza e a denunciarlo.