«Sarebbe interessante capire se esiste una correlazione tra il territorio e i dati, che pongono la Asl di Frosinone al vertice per alcune patologie». Lo sostiene il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti, alla luce del rapporto 2017 del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, relativo all'identificazione di popolazioni affette da patologie. Che chiede di alzare il livello di attenzione.
«Il documento - spiega l'esponente di Forza Italia - contiene un aggiornamento dei dati di frequenza di patologie nella popolazione residente e assistita di Roma e del Lazio. Al suo interno sono presentati numeri relativi a una selezione di condizioni cliniche, croniche ed acute. Si tratta di condizioni patologiche - fa notare - che si presentano con particolare frequenza nella popolazione generale e per le quali vi è un rilevante interesse alla valutazione dei percorsi di cura e dell'impatto di nuovi modelli organizzativi adottati nella Regione Lazio negli ultimi anni».
Tale studio nasce, infatti, principalmente per soddisfare l'esigenza di identificare popolazioni affette da patologie al fine di costruire indicatori di valutazione dei percorsi di cura.
«Tali popolazioni - argomenta Magliocchetti - possono essere utilizzate nell'ambito del programma regionale di valutazione degli esiti (P.Re.Val.E.) per la stima degli esiti dell'assistenza sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale che per studi epidemiologici specifici. Per la realizzazione dello stesso sono state utilizzate le seguenti fonti di dati, come il sistema informativo ospedaliero del Lazio, che rileva e gestisce i dati relativi ai ricoveri ospedalieri (ordinari e day hospital, in acuzie e post-acuzie) che ogni anno si verificano negli istituti di ricovero e cura della regione. Ulteriori fonti di dati sono i sistemi informativi delle prescrizioni farmaceutiche, nonché l'archivio dell'anagrafe degli assistiti della Regione Lazio. Tale archivio contiene ogni paziente che almeno una volta è stato preso in carico dal sistema sanitario regionale. Accanto al numero dei casi trattati, come la fonte anzidetta, è stato inserito il dato sul rischio relativo, che è stato calcolato come rapporto tra due tassi standardizzati. Lo stesso esprime l'eccesso di rischio della popolazione del distretto, rispetto alla popolazione di riferimento che nel nostro caso è quella della regione Lazio».
Il consigliere comunale e provinciale fa, quindi, notare che andando ad analizzare i dati delle province del Lazio, esclusa Roma, su alcune patologie viene a galla che la provincia di Frosinone presenta sia un numero piuttosto significativo di casi, sia un rischio relativo piuttosto elevato e che deve indurre ad alcune riflessioni. Ad esempio per quanto riguarda la sclerosi multipla la provincia di Frosinone registra il numero più elevato di casi 844, rispetto a Latina con 691. Anche per l' ipotiroidismo la Ciociaria registra il numero più elevato, e di molto, di rischio relativo rispetto a tutti gli altri territori. Cifre da brividi sono pure quelle relative all'ictus: la Asl di Frosinone registra il numero più alto di casi 921, contro gli 853 di Latina. Preoccupate appare persino l'infarto delle donne: è il più alto di tutte le altre province. Orbene - conclude Danilo Magliocchetti - senza in alcun modo ingenerare alcun inutile ed anzi dannoso allarmismo, ritengo tuttavia che questi dati oggettivi, peraltro pubblicati da un Ente, come il Dipartimento di Epidemiologia della Regione, assolutamente autorevole ed accreditato, siano comunque meritevoli di attenzione, per quanto attiene la salute della popolazione residente in provincia di Frosinone, considerato che il territorio è, come noto, a particolare criticità ambientale. Sarebbe interessante capire se esiste una correlazione tra il territorio e questi dati, che pongono la Asl di Frosinone al vertice per alcune patologie».