Un numero così elevato di profughi impegnati a svuotare i cassonetti degli abiti usati non si era quasi mai visto. Lunedì notte, in diversi punti della città, hanno agito finanche in coppia mentre ieri mattina si sono verificati nuovi episodi. Gli immigrati si muovono in bicicletta, riescono ad aprire con facilità i cassonetti, iniziando a tirare fuori vestito dopo vestito, busta dopo busta, per poi analizzarli.
A volte operano in maniera fulminea, altre volte utilizzano una tecnica diversa: ieri mattina, ad esempio, in zona Restagno hanno sparso tutto il "bottino" a terra per poi caricare il più possibile sulla bicicletta, scegliendo magari gli indumenti da portare via per primi. Qualcuno si diletta pure a provare gli abiti usati ma la maggior parte di loro pensa solo a riempire più buste possibili prima che passi il furgone per ritirare la raccolta (come è avvenuto ieri).
Inevitabili gli interrogativi sulla destinazione del vestiario: se li pongono i residenti delle diverse zone che convivono con il saccheggio quasi giornaliero di fronte a episodi che avvengono anche alla luce del sole, senza più alcuna vergogna.
Imbarazzante vedere, spesso, cittadini che destinano a quei cassonetti il proprio usato nella speranza che possa tornare utile ai bisognosi e, poi, ritrovarsi quei panni gettati per terra dagli stranieri per sfilare più roba possibile dal cassonetto e ricomporre quella merce alla rinfusa per farla entrare nei grossi bustoni neri utilizzati per l'immondizia. Di fronte agli episodi della giornata di ieri, segnalati da più parti, anche il sindaco D'Alessandro vuole vederci chiaro.
E questa mattina ha promesso di attivarsi per capire il da farsi.