L'altra notte il il personale del Parco Nazionale d'Abruzzo ha catturato una femmina di orso con un laccio al collo sul territorio di Campoli Appennino.
L'orsa è stata subito liberata dal laccio, curata e rilasciata. Alla fine dello scorso novembre era stata segnalata al personale del Parco la presenza di un orso che presentava attorno al collo un cavo di acciaio. L'animale era stato filmato dall'associazione "Salviamo l'Orso" durante il monitoraggio della popolazione nelle aree esterne al Parco.
Il personale effettuò molti tentativi di avvistamento e cattura che non diedero però il risultato sperato di liberare l'orso dal cavo d'acciaio. Le attività di monitoraggio sono poi riprese in primavera attraverso l'uso di video trappole.
L'orso è stato finalmente avvistato durante le attività di conta delle femmine con piccoli alla fine di agosto dai Carabinieri forestali del reparto di Picinisco e questo ha permesso di intensificare e circoscrivere il monitoraggio nel corso del quale l'orso è stato nuovamente avvistato e filmato più volte. Infine, dopo sei giorni di ricerche e appostamenti, l'altra notte l'animale è stato catturato: aveva al collo una corda d'acciaio, solitamente usata dai bracconieri, e un'ampia ferita causata dal cappio stesso. Il veterinario del Parco ha liberato l'orsa dal laccio, le ha curato la ferita e le ha somministrato i farmaci necessari. Le operazioni di cattura si sono svolte senza alcun problema per l'animale.
Si tratta di una femmina di orso, di oltre dieci anni e del peso di circa ottanta chili. Il Servizio di sorveglianza ha inviato la notizia di reato alla Procura di Cassino, competente per territorio. «Questo episodio - afferma il presidente del Parco Antonio Carrara - è di una gravità inaudita. La tecnica dei lacci per bracconare animali di grossa taglia è ancora molto frequente e causa spesso la loro morte».