Sballo e droga? Per un weekend mini pusher e clienti sono restati a secco. Rappresentano le "anime" torbide che agitano la movida a Cassino, si confondono abilmente tra luci e musica, si mimetizzano nel divertimento sano e piantano su terreni fertili la zizzania del malaffare e del vizio sfrenato. La polizia di Stato non ha allentato la morsa neanche questa settimana e, venerdì notte, ha scoperto un ingegnoso nascondiglio di hashish e marijuana proprio nella casa del popolo, ai piani alti del Comune, all'esterno. E la festa l'hanno rovinata a parecchi.

Cronaca di una lunga serata
Sono le 22 e il Comune è illuminato in ogni suo angolo. All'interno l'assise surriscalda gli animi: il default è momentaneamente scongiurato ma la benzina per le polemiche c'è sempre. Fuori, tra il palazzo vecchio e quello nuovo, creatura concepita dall'architetto Fuksas, c'è un viavai di ragazzini, giovani, qualche adulto e pure diversi sudamericani. Serata movimentata, pronta ai suoi intrallazzi e alle logiche che si intersecano con quelle visibili a occhio nudo. Gli agenti del Commissariato e il reparto cinofili di Nettuno sono in giro da ore. Hanno fatto diverse perquisizioni domiciliari, pizzicato un cinquantenne che aveva provato a ingannarli gettando una quindicina di grammi di hashish dalla finestra. Tentativo vano. L'astuto cane Nike e gli agenti sorprendono, anche stavolta, il venerdì sera mentre si prepara a imbandire le sue offerte, lecite e illecite. In quella piazza, tra parcheggio, strutture comunali e bar, parecchi vengono controllati. Nike fiuta tutto quello che incontra, ogni angolo, auto, cassonetto, ingresso. Ogni cosa appare regolare, chi ha avuto tempo si è già allontanato, chi ha visto la scena ha già avvisato telefonicamente il gruppo. Nessuno poteva immaginare che ispettore e gruppo cinofili iniziassero a scalare il palazzo comunale dove "abitano" gli assessorati, centri nevralgici della città.

Sono almeno cinque piani, sospesi nel vuoto, tra rampe e scale che mandano indietro un rumore di passi amplificato, metallico. Sembra non finire mai tanto è alto quel palazzo. E, invece, si interrompe, proprio sulla sommità. C'è silenzio e chi guarda da sotto non scorge più neppure le sagome: si vedono solo le torce degli uomini del Commissariato puntare in una direzione. Ancora silenzio, poi parte la discesa. All'ultima rampa si vede il bottino. Lo tiene in mano l'ispettore e si capisce subito che il colpo è grosso. In un borsello nero, adagiato in un angolo "vertiginoso" del palazzo municipale, i pusher avevano nascosto marijuana e hashish. Sono 415 grammi, abbastanza per lo smercio delle serate calde del weekend. Protette, secondo gli investigatori, da un sistema di vedette che tengono sempre sotto stretta osservazione quel tesoro.

Le reazioni
Neppure il tempo di quantificare il "bottino" che finisce il lungo consiglio comunale. Impossibile non notare tutti quei lampeggianti della polizia, così assessori e consiglieri si riversano nella zona. Il sindaco viene informato e si complimenta con gli operanti e con il vice questore Alessandro Tocco presente sul posto. Hanno tolto un pezzo di criminalità proprio dalla "casa" che lui guida su mandato popolare. Ma non basta. Quella piazza, che dovrebbe indossare il vestito bello dell'istituzione, da tempo è diventata lo spazio vitale di mini pusher e clienti (spesso sono minorenni) ma anche di ragazzini e ragazzine che vanno a ubriacarsi, lasciando un tappeto di vetri e bottiglie.

«Ho chiesto al demanio la gestione della zona» ripete Carlo Maria D'Alessandro che vorrebbe recintare tutto ed evitare scempi continui. Ma la risposta tarda ad arrivare.

«Faremo qualcosa, al più presto» giura davanti ai numerosi presenti, inevitabilmente richiamati.

La polizia di Stato, intanto, continua a controllare e si dirige in piazza Labriola. Ma la "festa" è fatta. E a chi quella droga l'aveva già pagata per spacciarla non è rimasto che assistere nervosamente a una movida fatta di musica, risate e drink.

Droga nascosta nel palazzo nuovo del municipio, sulle scale esterne, per rifornire la piazza dello sballo nel weekend. Una mirabile operazione degli uomini del Commissariato di Cassino e del gruppo cinofili di Nettuno ha permesso di raggiungere l'importante risultato, ieri sera, proprio mentre si stava svolgendo il consiglio comunale. In quegli stessi momenti, gli agenti del commissariato e i cani anti-droga erano impegnati a controllare l'area antistante l'ingresso principale del municipio. Controlli certosini, angoli setacciati, fiuto straordinario, occhio lungo per intercettare ogni movimento in un'area che è tristemente nota per lo sballo notturno tra schiamazzi, alcol e droga. Agitazione nella zona per tutto quel "movimento". Ma nessuno avrebbe immaginato che ispettore Donatelli e reparto cinofili salissero tutte quelle rampe del palazzo nuovo del municipio fino all'ultimo piano. Rumore metallico e tremore nella piazza. Quando ormai non si vedevano più, è sceso il silenzio. Le luci delle torce sono improvvisamente diventate fisse. Poi, di nuovo quei passi sulle rampe esterne. E il "bottino"! Dentro un astuccio nero erano nascosti 400 grammi tra hashish e marijuana. Dividi in altri sacchetti di cellophane. Droga che serviva per trascorrere un week end da sballo. Pochi minuti e, intorno alle 23, è terminato anche il consiglio comunale. Impossibile non notare i lampeggianti della polizia proprio nell'area compresa tra palazzo nuovo e vecchio del Comune. Tutti si sono riversati lì: assessori e consiglieri. Il sindaco D'Alessandro si è informato dell'accaduto e ha fatto in diretta i complimenti al vice questore Tocco, presente sul posto, e ai suoi uomini. Ha visto il quantitativo di droga e ha annunciato provvedimenti per quell'area, nonostante abbia già chiesto al demanio di poterla gestire per metterla in sicurezza e togliere alla micro-criminalità uno spazio vitale. Tanti i commenti da parte dei presenti sull'operazione portata a termine e un clamore, legato alla coincidenza della seduta di consiglio, inevitabile quanto inaspettato. I controlli degli agenti della polizia sono continuati in piazza Labriola.

di: Katia Valente