Il giro della prostituzione cinese sembra sempre più vasto a Cassino. E quando i poliziotti bussano a una casa hot trovano "regolarmente" signorine clandestine! Ieri l'ultima conferma. Con una sorpresa: una telecamera capace di registrare i clienti in arrivo. Gli uomini del commissariato si sono diretti in via Garigliano perché i residenti avevano denunciato la presenza insistente di signori che bussavano a un determinato appartamento. Capitava pure di passare e di gettare un occhio all'interno proprio mentre quella porta veniva aperta, come pure dal balcone spalancato spiccava un lampadario con una luce rossa soffusa: ecco allora che, "incrociando i dati", gli stessi condomini avevano facilmente ipotizzato che tutti quegli uomini cercassero sesso a pagamento. Così come accade, senza problemi di sorta, in decine di altre case disseminate nel centro, molte già "chiuse" dalle forze dell'ordine.

Alle 12 il blitz

Tre le donne segnalate dalla gente ma solo una si trovava all'interno al momento del blitz della polizia insieme alle unità cinofile. L'ambiente era "caldo" e c'erano preservativi sparsi ovunque. La ragazza trovata tra quelle quattro mura poco domestiche era clandestina, come lo era l'ultima giovane pizzicata in via Sferacavalli in una "stanza dell'amore", contattata e "gestita" da una maitresse (pure lei irregolare), poi arrestata. E anche per la cinese controllata ieri è scattato l'ordine di espulsione dal territorio nazionale.

La sorpresa

Ma la vera scoperta è stata un'altra. Gli agenti hanno setacciato il balcone dell'appartamento e hanno scovato una telecamera capace di registrare i clienti in arrivo all'esterno, eventuali persone che stazionavano sul marciapiedi ma pure la presenza di forze dell'ordine. Materiale prezioso, ora sequestrato, che potrà aiutare a ricostruire il "giro" intorno alla casa hot.

Il doppio filone d'indagine

A questo punto si aprono due filoni su cui indagare. Il primo potrebbe essere legato alle clandestine orientali. L'idea, già palesata con l'ultima operazione di polizia, è quella che alle spalle di queste case a luci rosse "made in Cina" ci siano organizzazioni capaci di far arrivare le donne clandestinamente in Italia, promettendo lavoro e stabilità economica, per poi ridurle in semi-schiavitù o, comunque, per gestirle all'interno di una piramide organizzativa.
È un po' la storia della ragazza di via Sferracavalli, arrivata a Cassino con la lusinga di un lavoro come massaggiatrice e ritrovatasi a prostituirsi chiedendo ai clienti 50 euro e intascandone solo 10-15 per sé. L'altro è relativo alle indagini sul firmatario del contratto d'affitto. Anche in questo caso pare che si tratti di un soggetto terzo, proprio come accaduto in via Sferracavalli dove la firma in calce era di un cinese e non apparteneva alle due "inquiline" ufficiali, facendo immaginare un ruolo nella gestione della casa. La polizia starebbe scavando sui contratti di locazione, anche per appurare se i due nomi coincidano ma, soprattutto, per capire che cosa si nasconda dietro alle locazioni. In più, sarà inevitabile comprendere anche il ruolo del proprietario per capire quali potevano essere i prezzi dell'affitto applicati e, dunque, se era a conoscenza o meno di quello che accadeva all'interno.
Lo stesso si è fatto con altri appartamenti hot in città dove a prostituirsi erano sudamericane, trans o italiane.

Gli annunci web

E se i condomini tirano un sospiro di sollievo, sono i clienti a tremare, anche e soprattutto per quelle immagini impresse sulla pellicola! Anche perché l'offerta è vasta: basta girare sui siti dedicati e trovare facilmente inviti piccanti da parte di orientali che indicano come luoghi di appuntamento proprio quella zona, facile da raggiungere e di passaggio.