Il corpo usato per sfogare le proprie voglie sessuali. Anche in maniera violenta. Su una sedia e poi sulla paglia. Ad abusare di lei, attirata nella trappola con l'inganno, sette ragazzi. L'inchiesta ora è chiusa. E il giudice ha fissato l'udienza preliminare per il 27 ottobre. L'episodio, che coinvolge una ragazza di Castro dei Volsci, risale all'inizio del settembre del 2016 quando la ventenne venne condotta in un casolare. Dopo venti minuti di atroce sofferenza, riuscì a scappare e a chiedere aiuto.

La ricostruzione

Aveva conosciuto uno dei suoi aguzzini su un social network e dopo una breve conversazione in chat, decise di vedersi con lui. Il ragazzo, all'ultimo appuntamento, portò con sé un amico. I due condussero la giovane a Ferentino. Ad aspettarli c'erano anche altri cinque rom. I sette ragazzi la trascinarono in un'abitazione dove abusarono di lei per 20 minuti. La giovane, grazie a un momento di distrazione dei suoi aguzzini, riuscì a fuggire e a bussare alla porta di una casa in prossimità del luogo dove era stata stuprata. Ad aprire fu una donna che, una volta appreso dell'accaduto, avvisò i carabinieri. La ventenne subito venne trasportata in ospedale per ricevere le cure necessarie.

Le indagini dell'Arma

Per ricostruire l'accaduto furono incaricati i Ris, proprio per repertare tracce biologiche all'interno del casolare dove, secondo la denuncia, si era consumata la violenza. I sequestri riguardarono persino una sedia di plastica, di quelle da giardino, dove in un primo tempo la ragazza era stata immobilizzata e costretta a subire i primi abusi. La procura, proprio per accertare la veridicità dei fatti, dispose il prelievo del Dna sulla vittima e sugli stessi indagati. L'ultimo passaggio della delicata inchiesta: un confronto all'americana nel quale la vittima ha puntato l'indice contro i suoi assalitori.

Gli arrestati e i difensori

In carcere sono finiti i frusinati Ferdinando Di Silvio, 36 anni, Antonio De Silvio, 32, Elvis De Silvia, 27, Angelo De Silva, 27, Adriano Di Silvio, 23, e Alessandro Spada, 28. A difenderli gli avvocati Luigi Tozzi, Raffaele Maietta, Tony Ceccarelli, Emanuele Carbone, Pasquale Cardillo Cupo, Ascanio Cascella e Bruno Naso.

Confiscato il casolare

La casa degli orrori, confiscata alla criminalità organizzata, è stata assegnata con un bando a una cooperativa. Hanno partecipato sette associazioni che adesso la dovranno usare per scopi sociali.