Si cerca la scatola nera che registra tutti i parametri di volo per fare piena luce sulle cause dell'incidente aereo in cui ha perso la vita il capitano dell'Aeronautica Militare Gabriele Orlandi morto domenica pomeriggio a Terracina. I sommozzatori e altri mezzi navali sia della Capitaneria che della Guardia di Finanza stanno cercando ad una profondità di circa 50 metri, la crash recorder del caccia per ricostruire gli ultimi istanti di vita del giovane ufficiale. I genitori di Gabriele che domenica erano presenti in spiaggia per assistere all'Air Show, insieme alla fidanzata del pilota, sono tornati a Cesena dove vivono e sono assistiti da un supporto psicologico fornito dall'Aeronautica Militare. Il pilota che aveva iniziato la sua carriera prima all'Accademia di Pozzuoli, per poi passare al Comani di Latina nel 2002, era uno tra i top gun più esperti e apprezzati in servizio all'Arma azzurra. Aveva all'attivo oltre 1500 ore di volo con 20 diversi aereomobili, dal 2013 era a Pratica di Mare al Reparto Sperimentale Volo ed era capo sezione pianificazione del flight dispachter.