Gli incendi non danno tregua, ma ultimamente anche il caldo sta assumendo i tratti di un'emergenza. "Polifemo", così è stato chiamato l'anticiclone nordafricano, è arrivato e non sarà facile resistergli.
In questa estate le temperature sono state torride, ben sopra la media stagionale, con punte stagionali anche sui 36-37 gradi. Purtroppo bisognerà ancora stringere i denti, perché Secondo i meteorologi la situazione non subirà cambiamenti sostanziali neppure la prossima settimana. Infatti, l'alta pressione africana, benché indebolita, ricoprirà ancora l'Italia almeno fino alla fine del mese e quindi le giornate rimarranno in generale soleggiate e continuerà l'assenza di piogge degne di nota.
Stando alle previsioni, il picco nel termometro si dovrebbe registrare attorno tra i 33-36 gradi nel Lazio, ma anche su Valpadana, Toscana, Umbria, Campania, Sardegna, Sicilia e Puglia. Subito dopo l'ennesimo picco, ci si aspetta il ritorno di un clima più mite, con qualche precipitazione, che se non avverrà, farà accrescere i timori in merito al rischio siccità che spaventa la Ciociaria e tutta la Regione. Siamo in effetti di fronte a una delle estati più calde degli ultimi dieci anni, caratterizzata per periodi prolungati di alte temperature, che hanno davvero messo a dura prova le capacità di resistenza della popolazione. C'è da considerare, peraltro, che è proprio da sabato 26 che, appunto, l'onda calda di Polifemo si è orientata in maniera più decisa verso l'Italia e potrebbe durare almeno altri 5 giorni.
Ma la pioggia non è un miraggio
Ma c'è anche chi tra gli studiosi frena le preoccupazioni, sostenendo che proprio oggi potrebbero cadere piogge. Le perturbazioni, nel caso, si concentrerebbero sulle zone interne. Secondo i siti web più accreditati, i temporali si faranno più frequenti sull'arco alpino, con qualche precipitazione che potrebbe raggiungere anche la Pianura Padana, specie emiliana e piemontese. Qualche rovescio possibile anche in Abruzzo. Sole prevalente sul resto delle regioni. Mentre oggi, come appunto si ipotizza, i rovesci o brevi temporali interesseranno maggiormente l'Appennino centro-meridionale; altrove il cielo si mostrerà poco nuvoloso. Resta il fatto che la nostra provincia, è in generale assai calda nei momenti di maggiore siccità, una condizione in parte dovuta alla conformazione del territorio, che è accerchiato dai rilievi montuosi, impedendo così il riciclo dei venti. Inutile dire come tali circostanze creino enorme tensione per i principali attori del settore primario come agricoltori e allevatori, i quali sono sempre costretti a trovare soluzioni alle loro difficoltà, contromisure purtroppo mai indolore, che contemplano ingenti perdite economiche.
I motivi
Il primo fattore che spiega "Polifemo" è l'afflusso di aria calda dal Sahara, si tratta di una bassa pressione che dall'Atlantico settentrionale scende di latitudine, puntando la penisola iberica. La terminologia meteorologica vuole che tale centro depressionario venga chiamato "falla iberica". La presenza della "falla iberica" richiama dal deserto africano l'anticiclone sub-tropicale. A seconda dell'intensità di calore gli si dà il nome più adatto, e dato che dare i nomi alle figure atmosferiche non è vietato da alcuna legge italiana e tanto meno europea, ecco che nascono i Caronte, gli Hannibal, i Lucifero... ed ora Polifemo. Vedremo quanto ancora ci "spaventerà".