Un'altra notte di fiamme nel cuore della città. In meno di una settimana sono tre le auto andate a fuoco nel centro di Sora. Una strana coincidenza che preoccupa molti residenti e su cui cercano di fare luce gli inquirenti. Martedì mattina la notizia dell'auto bruciata dell'architetto Teresa Branca, dipendente del Comune di Sora, con l'utilitaria divorata dalle fiamme sullo stesso tratto di strada dove l'altra notte la scena si è ripetuta: il Lungoliri Mazzini.

Qui, nella notte tra venerdi e sabato, due vetture sono andate a fuoco poco prima dell'una: una Panda e una Mini parcheggiate sul lato del fiume sono state avvolte completamente dalle fiamme. Traffico in tilt e attimi di apprensione per i numerosi presenti. Sul posto si sono precipitati i carabinieri e vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere le fiamme, con loro anche il comandante della polizia locale Rocco Dei Cicchi. Nessun danno, per fortuna, ai proprietari dei veicoli.

«In brevissimo tempo abbiamo visto il fuoco avanzare, la gente correre, la paura prendere tutti di sorpresa - racconta il vice sindaco Fausto Baratta che era seduto in un locale sul Lungoliri Mazzini - Ho immediatamente avvisato le forze dell'ordine che sono arrivate sul posto attivando le procedure di sicurezza, chiudendo alla circolazione il rettilineo e facendo allontanare i presenti. Sono stati momenti di grande trambusto. Si sentivano gli scoppi degli pneumatici e dei vetri. Per fortuna non c'è stato nessun ferito, ma la paura è stata tanta». Tanto che in quegli istanti qualcuno ha pensato a un attentato. Un gruppo di donne che passava si è rifugiata sotto un portico mentre una nube di fumo nero si è levata dalle due vetture distrutte la fuoco e ha invaso la zona per un po'. Su quanto accaduto l'altra notte sul Lungoliri Mazzini indagano i carabinieri di Sora che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e attendono di poter esaminare la relazione dei Vigili del fuoco per stabilire se si sia trattato di una fatalità o se dietro il fuoco vi sia la mano di qualcuno.