Saranno gli esiti delle indagini e dei prelievi effettuati dal personale della Asl di Frosinone a chiarire le cause dell'intossicazione che ha colpito oltre trenta dipendenti della Patheon Italia Spa, la fabbrica di medicinali e prodotti farmaceutici sulla Morolense.

La carne o l'uovo, serviti nel pasto di martedì scorso, potrebbero risultare i cibi incriminati che hanno causato vomito, diarrea e febbre alta ad oltre trenta operai dell'azienda. Ad accusare forti malori, infatti, sono stati sia i dipendenti che avevano effettuato il turno dalle 6 alle 14, sia coloro che avevano iniziato alle 8 e hanno terminato il lavoro alle 17. Immediato l'intervento di numerose ambulanze che hanno soccorso uomini e donne, molti dei quali trasferiti negli ospedali di Frosinone, Anagni e Alatri. Alcuni mezzi di soccorso sono arrivati anche da Colleferro.

Molti i dipendenti che sono stati curati già all'interno della fabbrica, mentre la maggior parte sono stati smistati negli ospedali più vicini. Soltanto a Frosinone si sono registrati quindici codici gialli. Alcuni, poi, nella giornata di ieri sono stati anche sottoposti al tampone per scongiurare un eventuale rischio di salmonella. Immediato anche l'intervento degli ispettori della Asl che hanno avviato una serie di controlli e indagini sul cibo servito a mensa: il menù di martedì era pasta integrale con zucca, pasta con peperoni e riso con piselli. Poi sono stati serviti straccetti di vitello con insalata e peperoni, uova, pollo, brasato e broccoli lessi come contorno. I responsabili del servizio esterno della mensa hanno evidenziato come tutti i prodotti presenti sono di chiara certificazione e provenienza. Non si esclude anche un malfunzionamento nei frigoriferi. La mensa, per precauzione, è stata chiusa.

Uova nel mirino dei Nas

Intanto sono in pieno svolgimento dall'inizio di agosto, sul territorio nazionale, i controlli dei Nas disposti dal Ministero della salute sull'eventuale presenza di fipronil in uova o derivati, un insetticida vietato negli allevamenti di animali destinati al consumo umano. L'allarme era scattato dopo alcuni sequestri eseguiti all'estero. Già alcuni giorni fa erano stati segnalati due casi,ora nuovi campioni sono risultati positivi, a Viterbo e Macerata. Gli uomini del comandante Santori hanno prelevato dei campioni anche in alcune attività delle province di Frosinone e Latina, ma si è ancora in attesa dei risultati.