Una storia che sembra uscire direttamente da una trasmissione televisiva americana, ma che si è conclusa nel peggiore dei modi. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad una ragazza di 22 anni. Una studentessa universitaria del Cassinate che era andata al mare con la sua comitiva. Con lei anche il fidanzato. Tutti insieme per passare una giornata diversa. Niente ferie per loro quest'anno, la coppia sta mettendo i soldi da parte per il matrimonio. Già nel pomeriggio sulla spiaggia la ragazza ha accusato qualche dolore, ma credendo di aver mangiato in maniera esagerata e di aver passato troppo tempo in acqua, non ha dato peso a quel malessere. Di ritorno dal mare però quel fastidio non si è placato, le fitte andavano e venivano e si facevano sempre più forti. Così ha pensato, insieme al fidanzato, di passare al Pronto soccorso prima di andare a casa, magari per farsi controllare. Arrivati in sala d'attesa sono rimasti seduti un pò, ma davanti a lei c'erano altre persone. Così alla fine la ragazza, esausta dopo la giornata e desiderosa di stendersi, è andata via. La sua intenzione era quella di fare una bella doccia, prendere un antidolorifico e provare a dormire. Ma dopo essersi lavata la ragazza ha iniziato ad avere delle consistenti perdite ematiche. La madre accorsa in bagno ha capito subito di cosa potesse trattarsi e ha chiamato un amico di famiglia, che è ginecologo. La ragazza non sapeva di essere incinta, sicuramente era all'inizio della gravidanza. Quello che ha scambiato per una congestione era invece l'inizio di un aborto spontaneo. La colpa di quanto accaduto non può essere data nè agli infermieri nè ai medici, che non sono riusciti a visitare la ragazza in ospedale. Ma la carenza di personale nel nosocomio cassinate è una vera piaga per migliaia di pazienti. Il medico le ha detto che probabilmente non avrebbero potuto fare niente neanche in ospedale. Sono cose che accadono, poi forse il gran caldo al mare, uno sforzo, o semplicemente il destino, hanno influito su quanto accaduto. Ma per una ragazza di 22 anni trovarsi a casa da sola a dover affrontare un aborto inaspettato è sicuramente un'esperienza difficile da gestire. Fortunatamente la madre si è resa subito conto di cosa potesse trattarsi e le ha offerto sostegno e cure amorevoli. Questa è una storia triste, ma forse è anche dovuta alla mancanza di personale al Santa Scolastica. Sicuramente gli infermieri oberati di lavoro non possono dedicare il tempo necessario a tutti i pazienti. Così magari per un soggetto che lamenta grandi dolori e poi in realtà non ha nulla, ci rimette una ragazza giovane che resiste alle fitte addominali spiegando che possa trattarsi di una congestione. Se ci fosse stato più personale forse l'avrebbero visitata lo stesso e forse avrebbero potuto dedicarle del tempo non fermandosi alla descrizione offerta dalla ventiduenne, con un prelievo ematico avrebbero visto che era incinta e per lenire i suoi dolori avrebbero potuto somministrarle qualche farmaco specifico. Questo per evidenziare che probabilmente quanto è accaduto alla giovane sarebbe potuto accadere comunque, ma avrebbe potuto ricevere cure adeguate ed evitare qualche sofferenza fisica in più. Purtroppo però il Santa Scolastica vive in perenne crisi e così il personale presente nei reparti, così come nel pronto soccorso, è costretto ad intervenire seguendo la logica, ottimizzando le risorse e cercando di catalogare i pazienti in attesa. Se ci fossero più infermieri e più medici sarebbe possibile avere un'anamnesi più dettagliata di più pazienti. Il personale sanitario del nosocomio cittadino fa il possibile, anche in un periodo reso ancora più complicato dai turni delle ferie, ma non sono super eroi, sono uomini e donne come tutti gli altri.