Stop alle antenne per misurare i consumi dei contatori del gas. Lo ha deciso il Comune di Frosinone che, con un'ordinanza dirigenziale, ha stoppato i lavori per l'installazione di due antenne in via del Poggio e in via Colle del Vescovo.
«L'amministrazione comunale di Frosinone ha emesso, nella giornata odierna, attraverso l'ufficio Suap, un provvedimento di sospensione e di verifica della legittimità di una specifica attività compiuta dal gestore della rete per la distribuzione del gas, sul territorio comunale», recita una nota del Comune.
La procedura è stata attivata a seguito di alcune segnalazione dei residenti, insospettiti per alcuni lavori. Al momento, infatti, erano state realizzate le basi per poggiare le prime due di una decina di antenne che dovrebbero sorgere il territorio comunale. Entro il 2020 almeno il 40% dei consumatori europei sarà dotato di uno smart meter per il gas, ovvero di un misuratore a distanza dei consumi (ma anche di come e quando vengono effettuati) degli apparecchi domestici. E l'autorità per l'energia elettrica e il gas ha previsto un calendario per la sostituzione, in base al tipo di contatore utilizzato, entro il 2018 dei vecchi apparecchi. La sostituzione dei vecchi modelli è stata decisa dall'Authority e imposta alle società di distribuzione locali che gestiscono l'ultimo tratto della rete. La delibera, del 2013 con le sue successive modifiche, obbliga alla messa in servizio dei contatori intelligenti.
Ma la polemica, già innescata in altri territori, è sulle onde elettromagnetiche che si produrrebbero nelle abitazioni. Il sistema prevede infatti una trasmissione di dati dal contatore a una centralina e da questa al data-base centralizzato. Tuttavia, tali apparecchi sono già stati smantellati nello stato canadese dell'Ontario, da 39 municipi della British Columbia e da una decina di contee della California. Anche se, recentemente è intervenuta anche l'Anie, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese del settore elettronico ed eletrottecnico per affermare che lo smart meter non inquina, "misura e contabilizza" senza produrre nessuna emissione radio. Che verrebbero emesse solo durante la fase di trasmissione e per tre secondi al giorno.
«A ridosso del periodo di ferragosto - hanno fatto sapere dal Comune - stavano comparendo in città alcune antenne, con i rispettivi supporti in cemento, dell'altezza di circa 7-8 metri, installate da parte del gestore del metanodotto, per la misurazione a distanza dei consumi all'interno delle utenze domestiche, utilizzando lo strumento delle onde elettromagnetiche». Una decina le antenne che dovrebbero sorgere in città, secondo il programma predisposto dal gestore, iniziando proprio dai due impianti di via del Poggio e via Colle del Vescovo che, ora, in attesa di ulteriori accertamenti sono stati bloccati.
«Dopo aver ricevuto alcune specifiche segnalazioni - ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani - ho chiesto ad Antonio Loreto, il dirigente del settore, di attivare immediatamente una verifica della legittimità di tali strutture che, se dovessero trasmettere onde elettromagnetiche invasive, non lascerebbero tranquilli né i cittadini, né l'amministrazione comunale. Purtroppo, con la scorciatoia delle tecnologie smart, troppo spesso si cerca di aggirare il diritto al controllo da parte dei Comuni, i quali devono puntare, in via prioritaria, alla tutela della salute. Ai Comuni, purtroppo, ormai da tempo, è stata sottratta la possibilità di interloquire efficacemente sulla materia delle autorizzazioni per i ripetitori della telefonia mobile, in quanto considerati impianti di rilevante interesse pubblico. Se questo dovesse avvenire, anche, per tutte le imprese private che intendano avvalersi dell'utilizzo delle tecnologie che emettono onde elettromagnetiche diffuse, allora i sindaci non avrebbero più il diritto-dovere di intervenire per la tutela effettiva della salute e degli interessi della collettività».