La lotta alla prostituzione in strada è partita da Cassino. Dopo le prime multe elevate alle prostitute prende forma il progetto del sindaco Carlo Maria D'Alessandro che è stato il primo ad emanare un'ordinanza ad hoc, contro il mercificio della donna che si registrava lungo le strade delle periferie e della zona industriale. Al suo fianco anche il prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli.

«Possiamo ritenerci soddisfatti del risultato - ha affermato il primo cittadino - Siamo stati i primi e abbiamo avuto il benestare del prefetto, che dapprima ci ha esortato a dare un segnale e poi ha anche monitorato da vicino l'elaborazione dell'atto. Dopo di noi anche altre città (piccole e grandi) e a seguire Frosinone, che, forse da più tempo di noi, combatte contro lo stesso fenomeno. La decisione che abbiamo preso non è stata una di tipo propagandistico, anzi, il vero scopo è proprio quello di evitare che ci sia prostituzione e in particolare lo sfruttamento delle donne. Molte di loro arrivano dall'Est Europa o, negli ultimi anni, dall'Africa e vengono in Italia attratte da false promesse di lavori. Vengono alla ricerca di una vita migliore e trovano l'inferno. Con l'ordinanza siamo scesi al fianco delle forze dell'ordine che già fanno tanto. Nel mirino anche i clienti e la motivazione è molto semplice: se non ci fosse richiesta non ci sarebbe offerta. Uomini senza scrupoli che non badano al fatto che si ritrovano di fronte, a volte, bambine che potrebbero essere loro figli».
Oltre quindi a una questione di degrado e di sicurezza di alcune aree della città, "l'arma" del Comune è nata a difesa proprio delle donne. «Le multe vengono elevate ai clienti e alle stesse prostitute. Magari fermando qualcuna di queste ragazze troveremo quella disposta a denunciare lo sfruttatore e potremo così portarla via dalla strada per reinserirla in un altro contesto. Quello che per ora resta però il primo passo è quello di bloccare il fenomeno. Cassino capofila del territorio».