Si è costituito l'investitore dello Scalo. L'uomo, un ventinovenne albanese, è accusato di aver intenzionalmente investito un siriano di 43 anni. Il giovane, assistito dagli avvocati Riccardo Masecchia e Giampiero Vellucci, in questura ha respinto l'accusa. Ha ammesso un litigio nei giorni precedenti con l'investito (particolare dal quale la polizia ha ipotizzato un regolamento di conti), ma ha sostenuto che l'incontro è stato casuale così come l'investimento è frutto di una disattenzione.

L'episodio si è verificato lunedì intorno alle 17.30 in via don Minzoni. Il ferito, che lavora in un negozio dello Scalo, era stato trasportato all'ospedale di Frosinone. Per lui una frattura alla gamba e la necessità di essere operato. Stando a quanto ricostruito dalla questura, il conducente dell'auto lo ha colpito all'altezza delle gambe, subito dopo ha cercato di colpirlo ancora ingranando la retromarcia a forte velocità, ma la vittima è riuscita ad evitare l'impatto trovando riparo tra le auto in sosta. Poi è fuggito, dopo aver danneggiato un'altra vettura.

Da subito si è ipotizzata la vendetta. Vendetta che il denunciato, cui sono contestate le lesioni personali volontarie, anche sulla base delle immagini delle telecamere, nega. L'albanese, accompagnato dalla passeggera che era con lui al momento dell'incidente, ha confermato di aver avuto un malinteso con la vittima. Ma ha escluso un collegamento. Ha spiegato di aver visto, per caso, l'altro e di aver avuto uno scambio di gesti e sguardi, sicuramente poco amichevoli. Così facendo, ha perso il controllo del mezzo finendo con l'investire l'altro e scontrarsi con l'auto in sosta.

Ha detto che se avesse voluto colpire il rivale non avrebbe lanciato la sua auto contro un'altra. Ha aggiunto agli agenti di non essersi fermato perché gli amici dell'investito avrebbero preso a pugni la sua auto e per paura si era allontanato. Quindi ha deciso di presentarsi in questura, dove nel frattempo, grazie alle telecamere, era già stato individuato.