La guerra inizia all'alba e si chiude a notte fonda. I piromani sono armati di materiale infiammabile, i cittadini di buona volontà, rabbia negli occhi e pure di moderni sistemi di comunicazioni a portata di smartphone. Si fronteggiano, senza incontrarsi mai. Almeno per ora.

I responsabili degli incendi che stanno devastando il sud della provincia appiccano focolai continui, ma sembrano preferire l'ora di pranzo - quando spesso si scatenano i roghi - e al tramonto quando con l'aiuto delle tenebre fuggono tra i boschi. Si parla di dolo in tutti i casi. Sindaci e cittadini non hanno dubbi, anzi c'è stato chi - come il primo cittadino di Roccasecca - ha parlato di "professionisti del terrore".

E proprio nella terra di San Tommaso, l'altro giorno, Mauro Marsella (presidente del comitato Tutela e salvaguardia del fiume Melfa) ha raccontato la "cronaca" di una mattinata (erano passate le 12) dietro al piromane che aveva appiccato tre diversi focolai. Lui, insieme a tantissimi altri cittadini, sono in allerta e si organizzano per smascherare l'autore degli scempi ambientali. Stessa vicenda in località Forma e a Monte Cairo dove sabato sera i due inneschi sono stati seguiti in diretta da residenti a caccia di piromani.

Grazie anche all'"esercito" di cittadini in campo, le chiamate ai soccorritori sono immediate mentre tra di loro si tengono informati con WhatsApp. Ogni movimento, sospetto o avvisaglia è fondamentale. Ormai la cattura dei piromani è diventato un obiettivo collettivo.