Aggredito e accoltellato davanti al figlioletto per aver protestato. È accaduto l'altra sera, verso le 22, durante la festa del patrono. A denunciare il fatto è Abdel Alì Ezzarouali, quarant'anni, originario del Marocco ma cittadino italiano, da tempo residente a San Donato Valcomino con la sua famiglia.

L'uomo, operaio edile, aveva portato il figlio di otto anni a fare una passeggiata tra le bancarelle. Il piccolo ha visto lo stand del tiro al bersaglio e ha chiesto al papà di farlo provare. «Ho pagato in anticipo per settanta colpi - spiega l'uomo in perfetto Italiano - Ma poi mio figlio mi ha riferito di aver sparato molto meno. Per questo ho protestato con il proprietario del tiro a segno».

Ne è nata un'accesa discussione. Ma il passaggio dalle parole alle mani è stato repentino: «Prima mi ha insultato con offese razziste - racconta l'operaio - poi mi ha rifilato uno schiaffone. Io non ho reagito, ma lui ha impugnato un coltellino e ha sferrato il colpo contro di me; istintivamente mi sono riparato con un braccio e mi sono ritrovato un taglio profondo alla mano destra».

La reazione dell'ambulante non si è limitata alla coltellata e poco dopo si è sfiorato il pestaggio: «All'improvviso sono comparse altre tre o quattro persone del tiro a segno e hanno cominciato a prendermi a pugni e calci - racconta ancora l'operaio - E con il calcio di una pistola ad aria compressa mi hanno colpito più volte alla testa».

Sulle prime la colluttazione ha lasciato i presenti di stucco. Poi qualcuno ha avuto il coraggio d'intervenire per sottrarre il quarantenne dal violento pestaggio. Per fortuna ci è riuscito. L'uomo, dolorante e con la mano sanguinante, è riuscito a chiamare i soccorsi. Sul posto è giunta poco dopo un'ambulanza del 118 che lo ha trasportato all'ospedale di Sora. Qui i medici del pronto soccorso lo hanno sottoposto a una Tac per accertare che non avesse subito lesioni interne e gli hanno suturato la ferita alla mano con cinque punti.

Ieri mattina l'operaio si è presentato nella stazione dei carabinieri di San Donato per formalizzare la sua querela nei confronti degli aggressori, in particolare del titolare del tiro a segno e di uno dei suoi figli. «Ora sto meglio - spiega Abdel Alì Ezzarouali - ma mio figlio è ancora sotto shock».