Era malato da tempo, ma don Gregorio De Francesco non aveva mai voluto abbandonare la casa di San Benedetto nella quale aveva vissuto per decenni. Alcuni giorni fa la malattia lo aveva indebolito a tal punto da richiedere un ricovero presso una struttura sanitaria. Don Gregorio, irremovibile fino alla fine, non avrebbe mai lasciato il monastero, ma grazie alle parole dei monaci che hanno vissuto con lui per anni come in una grande, amorevole famiglia, il benedettino ha accettato di essere curato. Purtroppo però, dopo la dimissione e il rientro in abbazia, la situazione è andata peggiorando giorno dopo giorno, complice l'età, il grande caldo o il disegno divino, don Gregorio De Francesco si è spento ieri mattina alle 12.

A darne l'annuncio le campane di Montecassino. Una pietra miliare della casa di San Benedetto è tornata al Padre. L'intera comunità monastica si è stretta nel dolore. La notizia poi si è diffusa anche sui social. Sono decine le persone che ricordano con rispetto e ammirazione il monaco. "Un maestro", un uomo colto e generoso, un degno figlio di San Benedetto che ha sopportato con rassegnazione il male che l'aveva colpito.

Don Gregorio aveva da poco compiuto il sessantaseiesimo anno di vita di sacerdozio, da sempre un valido punto di riferimento culturale e non solo del monastero benedettino. In un commento viene ricordato così: "Fedele e geloso custode del patrimonio bibliotecario di Montecassino, ha dedicato la sua esistenza terrena all'amore per lo studio. Accompagnamolo con le preghiere che, come scrive Sant'Agostino, arrivano direttamente a Dio".

Scriveva ancora in latino e offriva consigli e spunti per riflessioni a chiunque chiedesse un suo parere, sia tra i monaci che tra gli avventori del monastero. La sua opinione negli anni ha acquistato un valore sempre maggiore, fino a diventare una guida per molti.

Don Gregorio De Francesco è stato bibliotecario di Montecassino per quasi un quarantennio a partire dal 1971, ha combattuto a lungo contro la malattia. Era nato a Messercola di Cervino il 1° gennaio 1927 da Antimo e Rosa Maione, era venuto a Montecassino come alunno il 13 ottobre 1939, accolto dall'abate Gregorio Diamare. Don Gregorio, il cui nome civile era Francesco, dopo il noviziato alla SS. Trinità di Cava dei Tirreni emise la professione monastica a Montecassino il 28 dicembre 1947. Compiuti gli studi filosofici ad Assisi e quelli teologici a Cava, fu ordinato sacerdote il 5 agosto 1951 dal vescovo monsignor Ildebrando Vannucci, abate di S. Paolo fuori le mura di Roma. Maestro degli alunni monastici dal 1953, fu poi maestro dei novizi dal 1962, quindi dal 1971 bibliotecario di Montecassino. Dopo la laurea in Lettere all'Università di Cassino, Don Gregorio è stato per tanti anni un punto di riferimento indispensabile per molti studenti e studiosi oltre che per i confratelli, ai quali sapeva prestare gli aiuti bibliografici richiesti e soprattutto offrire il dono della sua umanità e disponibilità senza limiti e con generosità verso tutti.

La sua memoria resta in benedizione per l'esemplarità della sua vita di monaco e sacerdote buono e testimone della misericordia. A ricordare il bibliotecario custode della "cultura dell'occidente" anche alcune docenti dell'Unicas: «Era generoso, disponibile e profondamente buono, ma inaspettatamente usava nomignoli presi in prestito dal cinema».

Lorenzo Abbate, laureato in lettere classiche, oggi docente universitario e grande esperto della scrittura leopardiana ha detto: «Accoglieva i giovani in biblioteca come un padre, guidandoli, spiegandoloro le infinite possibilità di quel luogo di cultura. Non risparmiava ricerche e approfondimenti per chiunque e non era raro che, non trovando qualcosa, si venisse ricontattati a distanza di qualche mese e annunciava: ho trovato quello che ti serviva!».