Il violento litigio di martedì scorso tra due nuclei familiari in via Volosca, sulla montagna di Sonnino, ha lasciato, chiaramente, i suoi strascichi. Di natura fisica, ma anche di natura giudiziaria e legale. Il problema più grave, al momento, sembra quello legato alle condizioni di salute di Maria Grazia Bianchi, la 45enne originaria di Roccasecca dei Volsci, colpita più volte dalla scacciacani modificata di Andrea Lattanzi al torace e alla testa. La donna, che ieri, per la prima volta è stata vista dai figli, è in attesa di un secondo probabile intervento chirurgico per l'asportazione di un'ogiva al torace, proprio in prossimità della colonna vertebrale.

Un punto sicuramente delicato. Non è dato ancora sapere quando e se l'intervento sarà effettuato dall'unità di Chirurgia del policlinico Umberto I della Capitale, mentre il convivente Giuseppe De Meo, originario di Sezze, presenterebbe seri problemi con il diabete, portato probabilmente agli eccessi dalle vicende di questi giorni e continua a essere tenuto sotto stretta sorveglianza medica al San Camillo di Roma. Nel frattempo, si è appreso anche che la moglie di Andrea Lattanzi e il fratello di lei, il giorno della colluttazione, prima degli spari, avrebbero subìto delle lesioni, tanto che sono stati refertati dai sanitari del Punto di primo intervento dell'ex ospedale "Regina Elena" di Priverno e dal Pronto soccorso del nosocomio "Alfredo Fiorini" di Terracina, con una prognosi, rispettivamente, di dieci e dodici giorni, salvo complicazioni. I due, giovedì, accompagnati da alcuni familiari, avrebbero presentato una denuncia/querela per lesioni alla Questura di Latina. Intanto, sempre nella giornata di giovedì, Andrea Lattanzi, su cui pende l'accusa di tentato omicidio, lesioni personali gravi e aggravate e detenzione illegale di arma alterata, detenuto nel carcere di via Aspromonte a Latina, è stato sottoposto all'interrogatorio di garanzia da parte del gip, Mara Mattioli. Ma, davanti al magistrato, il Lattanzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto, sembra che il Pm Valerio De Luca abbia chiesto ai carabinieri della locale stazione e agli uomini del Nucleo operativo radiomobile di Terracina un supplemento di indagini.