Furti e raid mancati, in azione veri professionisti del settore. I furti registrati nei giorni scorsi, alcuni dei quali sventati grazie al buon funzionamento degli impianti d'allarme ed all'intervento immediato dei carabinieri, hanno evidenziato una circostanza che aumenta la preoccupazione soprattutto nei commercianti con negozi e magazzini ben forniti. Le immagini registrare dal sofisticato impianto a circuito chiuso installato alla Savone store, e ritirate dagli uomini del capitano Camillo Giovanni Meo per essere analizzate dagli specialisti dell'arma, mostrano i componenti di una grossa banda (almeno sei individui), dotati di collegamento auricolare e di sofisticate apparecchiature atte non soltanto allo scasso, ma anche alla verifica elettronica di ambienti ed altro.

Mentre due di loro controllavano l'esterno per segnalare il pericolo del possibile intervento delle forze dell'ordine, come effettivamente avvenuto, gli altri aggredivano i sistemi di protezione con attrezzatura d'avanguardia. Se non fossero intervenuti i carabinieri, che hanno messo in fuga i malviventi, il colpo avrebbe potuto provocare un danno economico di rilevante entità. Nel caso della Eurozinco, dove l'obiettivo erano i grossi filamenti di rame degli impianti, i cavi sono stati tagliati con abilità e precisione, lasciando i monconi a gridare vendetta per un furto che avrà fruttato qualche decina di euro di bottino, a fronte di un danno di migliaia di euro. Incuranti del rischio di potersi trovare in contatto con corrente anche ad alta tensione, i ladri hanno utilizzato un "frullino" per aver ragione della custodia in plastica pesante; dopo aver tagliato i cavi, li hanno tirati probabilmente con l'aiuto di un macchinario a mano. Per una parte, si è proceduto addirittura alla eliminazione della guaina di protezione, operazione compiuta per una serie di motivi; il più importante, quello di evitare la identificazione della provenienza, che in caso di fermo determinerebbe la denuncia e la condanna per furto aggravato.