Atti di libidine in treno nei confronti di una ventenne di Cassino, poi di una trentunenne nigeriana.
Ciò che sconcerta, più di ogni altra cosa, dopo l'arresto della polizia, è la decisione - convalidata la misura a Santa Maria Capua Vetere - di rimettere in libertà il sessantenne con il solo obbligo di presentazione ai carabinieri di Acerra dalle 10 alle 12. Motivo? La contestazione avanzata, che fa riferimento ad un'ipotesi di violenza privata che non permetterebbe, dunque, di far scattare neppure la misura dei domiciliari. Ed è scoppiata la polemica. Dentro e fuori le piazze virtuali i commenti su una giustizia che offre garanzie discutibili alle vittime non si sono fatti attendere, nonostante la presa di coscienza di aver applicato alla lettera quanto disposto dalla legge. Un cane che si morde la coda.

I fatti

A bloccare il molestatore seriale sono stati nell'immediatezza gli uomini del dottor Alessandro Tocco, allertati dalla vittima cassinate, di 21 anni. La chiamata al centralino del Commissariato di Cassino, giunta poco dopo le 18 di domenica, raccontava di un uomo che in quel vagone quasi vuoto avrebbe iniziato a masturbarsi. Non solo. Come raccontato dalla vittima, il maniaco di circa 40 anni più grande, l'avrebbe bloccata con una gamba non consentendole di muoversi: attimi terribili, con il cuore in gola e la difficoltà persino di chiedere aiuto. Poi, tutto d'un fiato, un unico grido. E l'intervento del controllore: la caccia all'uomo - che intanto era riuscito a dileguarsi - è stata immediata. L'intuito degli agenti di Cassino è stato, ancora una volta, formidabile.
L'uomo era sceso e risalito, sempre sulla stessa tratta, in provincia di Caserta. E poche ore dopo, il sessantaduenne aveva individuato una nuova preda. E infatti era stato intercettato in uno dei vagoni finali del convoglio e bloccano mentre stava molestando un'altra passeggera, una trentunenne nigeriana. Ed è scattato l'arresto in flagranza.
Nella tasca della giacca, anche un taglierino. Dopo la convalida degli arresti è stato rimesso in libertà con obbligo di presentazione ai carabinieri. Contestati i reati di violenza privata consumata, atti osceni in luogo pubblico, porto abusivo di oggetti atti ad offendere.