Se a Napoli qualcuno si è inventato i "dissuasori" anti-barboni davanti a una chiesa, a Cassino si mette mano a una ordinanza che abbia, però, lo stesso effetto. Vita dura per gli "invisibili" che dormono davanti alle chiese, sui marciapiedi accartocciati nei giornali o armati di coperte.

Rannicchiati sul pavimento della stazione ferroviaria o fuori, in piazza Garibaldi (come è stato denunciato ieri mattina quando sfilava davanti agli occhi di tutti un vero e proprio bazar di oggetti personali). Rannicchiati finanche sotto il porticato del teatro Manzoni quando, a più riprese, si sono visti tre o quattro clochard trasformare quello spazio in un mini-hotel con camerette improvvisate e bagno all'aperto. Senza-tetto che colonizzano aree urbane e le inondano di sporcizia. Spesso aprono il buon cuore della gente che regala loro coperte e cibo, ma altre volte sono ubriachi e infastidiscono i passanti.

Gli episodi

Famosa la scena della notte di Pasqua quando uno di loro si era posizionato davanti all'ingresso della chiesa di Sant'Antonio, ostacolando il passaggio ai fedeli. Stessa scena, una domenica mattina, nel giorno delle comunioni. Inutile chiamare ambulanze e forze dell'ordine. Di fronte al loro diniego, non si può fare nulla. Almeno senza ordinanza.

La decisione

Ecco perché l'assessore Benedetto Leone dice basta. E ha imbastito il testo di un documento capace di vietare dimora e bivacco sul suolo pubblico della città, in luoghi come le chiese, i teatri, la stazione ferroviaria, musei come pure spazi di rilevanza storica o aree di facile assembramenti di persone o di semplice passaggio. Un'ordinanza che permetterà alle forze dell'ordine di poter intervenire per allontanare il soggetto che occupa quel posto.

«Finora non era così, avevano le mani legate di fronte al rifiuto di essere finanche assistiti - spiega l'assessore Leone - Faremo, inoltre, un percorso insieme alla Casa della Carità perché sul suolo comunale abbiamo la fortuna di avere un posto dove poter alloggiare queste persone senza un tetto. Con un simile atto ci sarà il divieto di dormire in determinate zone, evitando condizioni igienico-sanitarie precarie e permettendo a loro una sistemazione più decorosa». Si valuta l'ipotesi di fare una maxi-ordinanza unendo anche quella relativa alla prostituzione.