Insulti verbali, sia social che dal vivo. Sono tre gli episodi sotto la lente del sindaco D'Alessandro che ha dato mandato all'avvocato Sandro Salera di valutare altrettante denunce.

Una tensione mai vista

Troppo alto il livello di tensione che c'è in giro, diverse le aggressioni (non solo ai danni del primo cittadino) registrate negli ultimi giorni e diverse pure le denunce. I contestatori che superano facilmente il confine del lecito per approdare nell'insulto o nell'epiteto ingiurioso. Talvolta è semplice "stravaganza" verbale che diventa benzina per nuovi post e nuove frasi e si arriva facilmente all'offesa o, talvolta, alle mani.

Di fronte a «questa escalation di violenza», D'Alessandro intende dare un segnale. Soprattutto alla luce dell'episodio di venerdì sera quando, alle23.10, davanti a figli e nipoti piccoli seduti con lui a un tavolo di "Cassino birra", è stato raggiunto da un soggetto che ha iniziato a inveire contro di lui, fino a quando la sicurezza dell'evento non lo ha allontanato. Per lui è scattata la segnalazione, da parte della polizia, alla questura e alla prefettura.

I due post "sospetti"

L'avvocato del sindaco sta ora valutando l'episodio, insieme ad altri due post di Facebook. Il primo è stato postato il giorno precedente all'aggressione verbale, per la quale ieri mattina ha ricevuto anche una chiamata di solidarietà dal prefetto. Oltre, però, a qualche frase di troppo al suo indirizzo, sul web ci sarebbe stato un messaggio di chiusura reputato sibillino che, più o meno, recitava "a domani, e se ne accorgerà". Lo scrivente non coincide con chi poi, effettivamente, è andato a insultarlo alla festa ma resta un pizzico "sospetto". Quanto meno quelle frasi gli sono apparse pesantemente provocatorie. L'altro post finito sotto la lente è stato inserito il giorno dopo l'aggressione: è un commento in cui si incita a "mettergli le mani addosso". Così riferisce il sindaco che è stanco di questo clima avvelenato e ha la precisa e inderogabile intenzione di riportare un po' di rispetto delle istituzioni.

La difesa dell'istituzione

Lo dice lui stesso: «Sto facendo valutare dal legale ben tre querele perché quando si assumono certi atteggiamenti, vanno assunte anche certe responsabilità. Rappresento l'istituzione, e ho il dovere di difenderla». Ma c'è anche il capitolo "famiglia". Tanti sono stati i messaggi di vicinanza ricevuti dopo i fatti di venerdì, soprattutto per la presenza dei bambini che hanno assistito, spaventati, alla scena. «Visto che l'episodio ha coinvolto la mia famiglia ho il dovere di tutelarla». Ora spetterà al legale valutare quante e quali azioni avviare.