In piena mattina, quando il sole era a picco e la luce accecava i passanti, urla e insulti hanno attirato l'attenzione di alcuni commercianti e di qualche raro pedone che era diretto alla stazione ferroviaria. Tre, forse quattro ragazzi, stavano litigando furiosamente. Urla, insulti e qualche pugno di troppo. Un gruppo di giovani cassinati avrebbe visto fuggire uno di loro con il volto insanguinato dopo aver ricevuto un colpo sul naso.

Alla base della discussione quasi certamente la postazione davanti all'ingresso di un supermercato in viale Dante, luogo ambito per incassare qualche offerta e recuperare la moneta dal carrello. La lite violenta di ieri riaccende i riflettori su una piaga aperta nella città martire ormai da diversi mesi. Sono centinaia i ragazzi e le ragazze che ogni mattina invadono il centro per accaparrarsi una postazione davanti a qualche supermercato o davanti alle chiese. «

Stanno lì e praticamente rincorrono i clienti. All'ingresso ti bloccano con il loro bicchiere in mano e all'uscita ti rubano letteralmente le buste dalle mani o il carrello insistendo per offrire aiuto - ha commentato una commerciante del centro - Spesso diventano molesti e insultano. Ma mi chiedo cosa ci sia dietro quest'aggressività? I soldi servono a loro o c'è qualcuno dietro che ne approfitta?». Ieri alcuni residenti, dopo aver notato i giovani profughi litigare furiosamente, hanno chiamato le forze dell'ordine. Ma il gruppetto si è dileguato in pochi minuti. Uno di loro si è allontanato tenendo una mano sul volto insanguinato e gli altri sono scappati nell'altra direzione.

«Danno loro i soldi necessari per vivere, per comprare le sigarette e per i bisogni quotidiani. Poi te li vedi vestiti di tutto punto, con cellulari in mano e un atteggiamento strafottente che ti insultano se ti "azzardi" a non lasciargli un euro» ha commentato un residente del centro. Un mondo nascosto dietro questo fenomeno che sembra essere avvolto da una coltre di silenzi, indifferenza e che lascia intendere la presenza di sfruttatori.

«Questi sono ragazzi che hanno bisogno di aiuto, è vero scappano dalla guerra, ma hanno avidità di avere cose belle come i loro coetanei italiani - ha spiegato un operatore del settore - noi cerchiamo di monitorare tutti i loro movimenti ma a volte è difficile. La situazione peggiora di giorno in giorno».