Una protesta "silenziosa" e altamente provocatoria. A metterla in atto è stata una famiglia delle "rivendite" di frutta e verdura sequestrate a fine marzo. «Da oggi vendo droga» la scritta su due striscioni rimossi nel pomeriggio dalla polizia con successiva denuncia per istigazione a delinquere.

La ricostruzione

Alcune delle storiche "baracche" vennero dichiarate abusive e i titolari a vario titolo e in varia misura, vennero chiamati rispondere di invasione di terreni o edifici, e di occupazione abusiva di suolo pubblico. L'operazione interforze di tre mesi fa scaturì anche a seguito di provvedimenti emessi dal sindaco, in quanto le strutture risultavano collocate su suolo pubblico, senza la prescritta autorizzazione comunale. Così alle 7 del 24 marzo venne applicato il sequestro preventivo da parte della polizia del Commissariato di Cassino a diverse attività di vendita di frutta e verdura lungo le arterie della città. Quel provvedimento ebbe reazioni nell'immediato e continua ad averne... anche a distanza. Almeno per le persone che con quelle attività vivevano. Da anni. Sono 35, per la precisione, quelli in cui Francesco - marito della titolare - e la sua famiglia sono lì, in via Di Biasio, a vendere frutta e verdura. Quando è arrivato il provvedimento hanno anche provato a contestarlo ma le istanze sono state rigettate dai giudici. E nelle more della battaglia legale, ieri, ha voluto inscenare una protesta con due striscioni apposti proprio sulla struttura dove ci sono i sigilli e la scritta "da oggi vendo droga".
È lui che dichiara: «È più facile vendere la droga che la frutta in questa città. Vorrei che tutti si passassero una mano sulla coscienza: ogni giorno c'è chi passa e si ferma come sempre e trova chiuso. Noi vogliamo poter continuare a lavorare come abbiamo fatto per 35 anni».
Un messaggio davvero provocatorio, lanciato per tutta la mattinata di ieri fino al primo pomeriggio quando, intorno alle 16, sono arrivate le volanti del Commissariato di Cassino che hanno rimosso gli striscioni, sequestrandoli. Come pure immediata la denuncia per istigazione a delinquere.