«Te ne sei andato senza nemmeno esserci salutati del tutto. Ti ho visto per l'ultima volta mercoledì sera quando sei rientrato e ti ho dato la buonanotte. Non avrei mai osato pensare che sarebbe stata l'ultima volta che ci saremmo visti». Inizia così la lettera che G.D. ha voluto scrivere in memoria del suo papà, Marco D'Arpino, deceduto giovedì scorso a seguito di un incidente stradale. Un papà modello per lui e la sorellina, un marito eccezionale, un collega e un amico davvero speciale. L'autotrasportatore verolano, di 45 anni, era molto conosciuto e stimato. Lo dimostrano anche i numerosi messaggi di cordoglio ai familiari e i post sulla bacheca della pagina Facebook di Marco. Prevale, su tutto, la sua simpatia, la sua ironia, il suo cuore grande, sempre sorridente e disponibile, dedito al lavoro e alla famiglia.

E un grande esempio per i suoi figli. "Me ne sono andato a dormire pensando che il giorno dopo o venerdì tornavi, sabato mi saresti venuto a riprendere, saremmo usciti la sera e poi domenica saremmo partiti per la nostra attesissima vacanza", continua nella lettera il figlio ma ora non ci sei più e ti salutano tutti i tuoi amici, colleghi, io, mamma e lamia sorellina. Proteggimi e indicami la strada per il futuro migliore, ricordati che ti amo eroe. Addio papà, anzi, papo ciccio». Parole che hanno toccato anche i tanti amici e conoscenti che le hanno lette sul social network, stringendosi ai familiari di Marco. Si attende ora la data dei funerali, che molto probabilmente verranno celebrati all'inizio di questa settimana.

Si sa, però, in quale chiesa saranno officiati: nella cattedrale di Sant'Andrea a Veroli, come ha scelto la moglie Luigia. Cattedrale dove si sono sposati, coronando il loro sogno d'amore. Marco ha perso la vita proprio mentre era al lavoro, a causa dello scoppio di uno pneumatico, precipitando per circa 10 metri nella scarpata, sull'autostrada A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra l'allacciamento A1/Variante di Valico e Sasso Marconi, in direzione Bologna. La notizia della morte ha destato dolore e incredulità.