Da poco a Casalattico è sorta una piantagione di Canapa. È gestita dall'associazione Celtic e questa iniziativa desta molta curiosità. «Spieghiamo subito - sottolineano dall'associazione "Celtic" - che le varietà di piante coltivate non contengono principi psicoattivi, dunque non sono adatte per ricavare sostanze come un metabolita specifico e cannabinoidi. Infatti il progetto è nato per esaltare le diverse qualità di questa pianta tutte rivolte in altri settori».

Alex Angelucci, attivista atinate del M5S e vice presidente dell'associazione "Celtic" informa: «Si possono ricavare prodotti di qualità utili in diversi ambiti quali l'alimentare, il tessile, il cosmetico e anche il biocombustibile, materiali isolanti dalle eccezionali caratteristiche, bioplastica ad alta resistenza e materiali per l'edilizia di qualità». «Dal 1990 l'Italia ha concesso la possibilità di coltivare la canapa industriale seguendo specifici iter peraltro sotto il controllo delle forze dell'ordine affinché - dice Angelucci - garantiscano che la canapa non contenga principio psicoattivo oltre il limite permesso dell 0,2 %».

Poi Angelucci spiega come è nata l'iniziativa: «Dopo un attento studio dell'ambiente e del territorio della Valle di Comino, l'associazione "Celtic" ha dato via al progetto pilota creando la prima piantagione nel Comune di Casalattico. La semina è avvenuta lo scorso maggio e stiamo sperimentando una cultura tardiva con seme di varietà ‘Uso31', quello cioè specifico per la produzione di olio di semi di canapa e farine. In seguito - specifica l'attivista - si raccoglieranno gli steli che verranno imballati e inviati presso l'impianto di trasformazione in fibra di Taranto». Piero Morelli, presidente dell'associazione, aggiunge: «Oltre al settore agroalimentare l'intento nostro è quello di chiedere la filiera corta come da progetto istituito dalla Regione Lazio con l'apporto del M5S e di Sel». Morelli e Angelucci si dicono convinti che lo sviluppo della coltivazione della canapa agroalimentare e industriale possa rappresentare il volano per il rilancio dell'economia agricola della Val Comino: «Siamo certi che il nostro progetto dia una concreta possibilità per iniziare un processo di trasformazione culturale ed economica delle nostre zone. Il progetto è seguito dall'Università di Salerno per la parte scientifica e di ricerca.