Quello della Valle del Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti, considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali. Proprio perché la contaminazione è persistente non esistono metodi di prevenzione e di rimozione dell'inquinante.

Sono davvero impietose le risultanze dell'ultimo rapporto di sorveglianza sanitaria pubblicato dal Dipartimento di Epidemiologia regionale. Emersi, infatti, nuovi preoccupanti elementi di associazione tra la presenza del Beta-esacloro- cicloesano nel sangue dei residenti della "Valle della Morte" e alcune patologie, in aggiunta ai problemi della precedente pubblicazione. Dicono, senza ombra di dubbio, che si tratta di un episodio che ha implicazioni etiche, politiche e sociali di livello nazionale.

Ora qualcosa si muove. La giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente Mauro Buschini, ha deliberato l'avvio delle attività di monitoraggio delle acque tramite il campionamento delle stesse ad uso potabile e dei pozzi di emungimento ad uso irriguo e domestico presenti nelle aree perimetrate.

«L'approvazione della delibera rappresenta un altro step del processo complessivo per la bonifica della Valle del Sacco – ha spiegato Buschini -. Lo scopo del provvedimento è chiaro: attuare un monitoraggio, sull'intera area perimetrata delle acque ad uso potabile, e programmare, attraverso gli esiti analitici, gli interventi urgenti da effettuare che saranno concordati attraverso una collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, le Province e le amministrazioni comunali interessate. Saranno le Asl a provvedere ai campionamento secondo le modalità indicate da Arpa Lazio. Questo importante provvedimento si aggiunge alle azioni già deliberate in questi mesi: la promozione delle attività di fitorisanamento e fitodepurazione per la rimozione puntuale dei livelli di inquinamento; le attività per l'attuazione della bonifica grazie al censimento e alla quantificazione economica degli interventi che saranno discussi, con i comuni, il prossimo 13 luglio in un apposito tavolo; l'istituzione del primo Presidio sanitario ambientale in Italia per combattere le patologie legate all'inquinamento; il proseguimento delle attività precedentemente programmate sul SIN dallaPresidenza delConsiglio.La bonifica della Valle del Sacco, un'area che, dopo essere stata declassificata, è tornata sito di interesse nazionale (Sin) grazie anche al lavoro della Regione, è una sfida complessa che stiamo affrontando. Continueremo a profondere ogni sforzo, al fianco dei tanti cittadini e delle associazione che da anni si mobilitano, per aprire, finalmente, una nuova fase per questo territorio per troppo tempo martoriato».