I profughi restano al loro posto, a nulla valgono le sentenze di sgombero emesse dai sindaci. Questo quanto sentenziato dal Tar di Latina che ha definitivamente annullato lo sgombero emesso a novembre dal primo cittadino di Roccasecca, Giuseppe Sacco, nei confronti della struttura di via Mascellara dove sono ospitati circa 100 profughi, accogliendo la richiesta di sospensiva presentata dalla "Molise vacanze srl".

L'ordinanza (132 del 22 novembre 2016) era stata emessa per sovraffollamento e carenze igienico-sanitarie a seguito dei controlli effettuati dai carabinieri, polizia municipale e ispettori dell'Asl su tutte le strutture adibite all'accoglienza presenti a Roccasecca.

«Nel caso di specie però, al di là del richiamo alla condizione di sovraffollamento, non è stata indicata alcuna situazione concreta di effettiva emergenza sanitaria - si legge nella sentenza del Tar di Latina - Inoltre non sono specificate le ragioni in base alle quali le ipotetiche situazioni di grave rischio sanitario non potrebbero essere affrontate e risolte in maniera efficace con gli ordinari strumenti previsti e messi a disposizione dall'ordinamento».

Secondo i giudici, in materia specifica dell'accoglienza, il potere di emettere ordinanze spetterebbe alle prefetture.

«È illegittima, per incompetenza, l'ordinanza sindacale - continua il documento - volta a incidere in materia di accoglienza agli immigrati irregolari, in quanto riservata alla esclusiva competenza del ministero dell'Interno e delle prefetture».

Il Comune non farà nessun appello ed ha già provveduto a rimettere all'attenzione della prefettura tutta l'istruttoria contenente i risultati dei sopralluoghi e delle criticità riscontrate sulle strutture. Una decisione che di fatto "lega" le mani ai sindaci.

«Prendiamo atto della decisione del Tar - ha affermato Sacco - che sostanzialmente esautora il sindaco rispetto alle proprie prerogative e, in particolar modo, rispetto a quello che è il potere di ordinanza nel momento in cui viene meno il requisito igienico sanitario e la sicurezza di un immobile all'interno del territorio comunale. Ad ogni modo con la prefettura c'è una sinergia e si sta collaborando per eliminare le criticità che si presentano sul territorio».

Altra tegola: il Tar di Latina ha condannato il Comune di Roccasecca alle spese di competenza del giudizio per 2.000 euro.