Vittorelli ancora sotto i riflettori. Ancora al centro di accesi dibattiti, alimentati dalle telecamere di programmi nazionali interessati a raccontare con non poca veemenza non tanto l'aspetto giuridico di un'inchiesta finalmente sbarcata nelle aule di giustizia.
Ieri i microfoni di "La Vita in Diretta" di Rai Uno hanno raggiunto Montecassino per raccontare lo stato d'animo della cittadinanza. Di una comunità divisa, ancora in dubbio su quanto contestato all'ex abate ma soprattutto amareggiata per aver perso la fede nell'uomo di chiesa, qualsiasi sarà il verdetto dei giudici. Sotto gli occhi di tutti la difficoltà della comunità bendettina e dell'abate Ogliari di riunire le anime dei fedeli, sconvolti dalle cocenti accuse: per i magistrati Pietro Vittorelli avrebbe utilizzato i soldi destinati ai poveri in festini, droga e vacanze di lusso.
Ieri in diretta dall'abbazia Dragonetti e il videomaker Giorgio Di Folco, che hanno sottolineato la reazione della città dopo l'inchiesta aperta su Vittorelli. Una ferita aperta, che fa fatica a rimarginarsi: il caso Vittorelli fa ancora male. Difficile parlare di Montecassino senza che la mente viaggi in direzione dell'ex abate accusato di appropriazione indebita. È stato un colpo dritto al cuore dei fedeli cassinati che hanno sempre visto in lui un esempio autorevole. Un ex abate che aveva lasciato la guida della "sua" Montecassino in circostanze misteriose, probabilmente legate allo scandalo che di lì a poco sarebbe trapelato. Ma nessuno immaginava, forse, il terremoto che di lì a poco avrebbe scosso abbazia e comunità.
Accuse e reazioni
«Ma quale processo, deve andare in galera!» hanno urlato i cassinati ai microfoni delle telecamere Rai. «È un personaggio ambiguo» ha dichiarato un altro cittadino fermato per il servizio. «Ha sbagliato - hanno dichiarato un volontario dalla Caritas - E ora vediamo la giustizia che dice».
Le accuse raccontano di un religioso ben lontano dalle lunghe meditazioni e dai ritiri spirituali: le indagini partite - sembrerebbe - da una segnalazione di Bankitalia per movimenti ritenuti sospetti avrebbero consentito agli inquirenti di tratteggiare un uso definito "disinvolto" delle risorse invece destinate a fini caritatevoli.
L'inchiesta aperta a carico dell'ex abate di Montecassino non è stata affatto facile. Tanto più la decisione di rinviare a giudizio l'alto prelato dopo aver ascoltato a lungo anche l'attuale abate, dom Ogliari, accompagnato dall'avvocato Sandro Salera. In molti attendevano che fosse chiamato a dettagliare sui conti della diocesi anche il vescovo Antonazzo. Invece il gup los corso 26 giugno ha sciolto la riserva: in aula il prossimo 10 ottobre per il processo.