I dubbi ci sono da anni. Ma fino a che volenterosi ambientalisti come Grossi non hanno tradotto ricordi e indicazioni sfumate in un atto depositato presso la Procura della Repubblica, non c'è stato neppure lo scatto per poter vagliare e scavare, per poter capire se possano restare solo racconti tramandati e sospetti. O possano diventare amare verità.
Il dubbio che in via Picano, a Sant'Elia Fiumerapido - nella zona dell'ex Mattatoio - possano essere state smaltite illegalmente 20 roulotte che risalgono al terremoto del 1984 - quello con epicentro in San Donato Val di Comino, che oltre al versante laziale interessò anche quello abruzzese - è sorretto da diverse testimonianze di cittadini del posto. I ricordi sono sfumati dalla distanza temporale, ma i residenti convergono tutti nell'indicare la zona "x" come quella dell'ex Mattatoio.

Sarà forse un caso? Possibile, ma visto che le roulotte degli anni '80 e fino almeno al '92 sono state realizzate con coibentazione in amianto «l'ipotetico interramento costituirebbe un grave pericolo per la salute pubblica e ancor più per i corsi d'acqua che bagnano l'area» ha sottolineato nell'esposto Edoardo Grossi, sostituto console del Touring Club nella Consulta dell'Ambiente di Cassino. E attivista senza paura.

I caravan, così come chiesto di accertare agli inquirenti, si troverebbero in un appezzamento di terreno chiuso da un cancello «sul lato sinistro dello stesso. Lì, anni fa - continua Grossi - sarebbero state interrate le roulotte utilizzate dai terremotati nel 1984. L'area in questione si trova proprio a ridosso del fiume Rapido, formando una sorta di penisola in quanto è costeggiata da un altro corso d'acqua che si immette nel Rapido». Per questo l'attivista ha presentato un esposto, chiedendo agli organi preposti di far chiarezza sulla questione e di perseguire, in caso affermativo, eventuali responsabili.