D'estate anche l'accoglienza va in vacanza. Un calvario durato sedici ore per otto profughi della cooperativa "Integra 2013" che venerdì scorso, con in mano un provvedimento disposto dalla Prefettura, si sono ritrovati fuori dalla struttura di via Filippo Corridoni che per circa sette mesi li aveva ospitati. Hanno passato la notte sui marciapiedi, sotto la pioggia, tra valigie, confezioni di latte aperte, uova e tanta ansia per l'indomani.

I passanti li hanno trovati in lacrime, senza un posto dove andare e con in mano solo fogli del "Provvedimento di revoca delle misure di accoglienza". La decisione è scaturita dalla comunicazione della stessa cooperativa che descriveva atteggiamenti scorretti da parte degli ospiti, i quali avrebbero ripetutamente violato il regolamento interno del centro di accoglienza, assumendo atteggiamenti aggressivi anche nei confronti degli operatori, rifiutandosi di firmare giornalmente il registro delle presenze. A notarli sul ciglio della strada anche il vescovo Antonazzo, che fin dalle prime ore del mattino si è attivato per risolvere il problema che ieri ha infiammato le tastiere di telefonini e tablet sui social network.

I residenti della zona, dopo aver notato l'accampamento dei profughi, hanno avvisato le forze dell'ordine. Sul posto è giunto subito il comandante della polizia locale Rocco Dei Cicchi con i suoi agenti. Gli otto ragazzi, che non hanno creato alcuna situazione di tensione, hanno fatto colazione grazie alla generosità di una signora che abita in via Corridoni. Oltre alla polizia municipale e ai rappresentanti del Comune è arrivato anche il vice sindaco Fausto Baratta. «Abbiamo impegnato tutte le forze per trovare una soluzione - ha spiegato l'assessore - ma la decisione è della Prefettura quindi noi non abbiamo alcun potere in merito. La legge va rispettata».

Così, dopo una notte e una mattinata di trepidazione, poco prima delle 15 è arrivata la soluzione, sebbene provvisoria: «Un gioco di squadra che ha visto scendere in campo amministrazione comunale, cittadini, vigili urbani, polizia e mondo ecclesiastico - ha dichiarato l'assessore Veronica Di Ruscio - I ragazzi saranno alloggiati per due giorni in una situazione di fortuna presso la Caritas di Sora, in via Costantinopoli, dove avranno un riparo per dormire e un pasto assicurato grazie all'aiuto del vescovo. I ragazzi resteranno lì fino a domani (oggi, ndr); nel frattempo cercheremo una soluzione definitiva. Da sottolineare - aggiunge l'assessore Di Ruscio - la grande umanità e la solidarietà espressa dai residenti di via Corridoni che hanno vissuto l'emergenza di queste ore. Ringrazio per l'attenzione dimostrata le famiglie sorane che hanno offerto acqua, cibo, un riparo e i servizi igienici necessari».

Addirittura una residente della zona ha messo a disposizione dei profughi "cacciati" il suo avvocato per assistere legalmente chi deciderà di ricorrere contro il provvedimento di revoca dell'accoglienza.