Boati e micro-terremoti a Cassino a partire dal 23 giugno. Il primo movimento della terra, quel venerdì alle 18.30, ha "scosso" tutti i cittadini. Improvviso e percettibile, è stato "classificato" dalla gente come boato, pensando alla particolare conformazione del terreno cassinate. Il sindaco ha mobilitato subito gli esperti della vicina quanto nuovissima stazione sismica ubicata alla Rocca Janula. Ma più di tutto, ha allertato l'Ingv per avere una risposta scientifica al delicato fenomeno che continua a ripetersi. E che in quattro casi è stato anche registrato e classificato dai sismografi. E ieri è arrivata. Insieme alla promessa che il territorio sarà monitorato attentamente.

L'attesa risposta

«Dopo la mia comunicazione dei giorni scorsi ho ricevuto la nota di risposta del Presidente dell'istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, professor Carlo Doglioni, in cui l'ente ribadisce l'impegno ad approfondire gli studi in corso nell'area del cassinate. Nella fattispecie l'acquisizione attraverso la strumentazione ubicata sul territorio per meglio caratterizzare gli eventi sismici, i microtremori, a volte accompagnati da boati che si verificano nella nostra zona».
Il sindaco Carlo Maria D'Alessandro si trovava in Comune quando si è avvertito il tremore della terra la prima volta. E da lì ha iniziato a monitorare la situazione.

«Questo esperimento continuerà - ha aggiunto ieri - quindi con l'attività di monitoraggio sismico attraverso la strumentazione esistente e collocata nella frazione di Caira richiesta e finanziata dall'agenzia regionale di Protezione Civile nel 2016».
Per quanto concerne i boati, ha spiegato il presidente del l'Ingv, essi possono avere origini varie: terremoti (in particolare quelli superficiali), che includono onde di pressione che arrivano in atmosfera, sifonamenti carsici o crolli di sinkhole.
«Inoltre per l'istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'area di Cassino è stata sempre caratterizzata da attività sismica rilevante, testimoniata anche da forti terremoti oltre a innumerevoli altri eventi di magnitudo maggiore a 4. Il presidente dell'Ingv ha voluto infine chiarire che la strumentazione presente sul territorio ha l'esclusivo obiettivo di acquisire registrazioni utili alla comprensione del fenomeno e non ha in nessun modo fini di previsione (a tutto oggi impossibile). Ho intenzione - ha concluso D'Alessandro - di richiedere all'ente nazionale un'ulteriore intensificazione del monitoraggio dei dati trasmessi dalla stazione sismica e presenti sul territorio». Un monitoraggio necessario per un territorio sismico e carsico. Nessun allarme, solo la necessità di una stretta osservazione.