La terra trema. Più volte. Senza un motivo ancora scientificamente rilevato. Se ne sentono sono gli effetti: un rumore sordo, un movimento percettibile che trascina l'animo ai confini con la paura. A volte, li valica. Tutto inizia venerdì 23 giugno alle 18. Il centro urbano viene attraversato da una prima scossa. Abbastanza forte e avvertita da tanti, finanche dai monaci di Montecassino. C'è un corri corri a consultare il sito dell'Ingv ma nessun sisma è stato registrato. Seguono altri micro movimenti, vengono avvertiti a zone. Sui social impazzano le teorie.

Il sindaco svela, per la prima volta, che ha installato una stazione sismica alla Rocca Janula e che funziona da pochissimi giorni. Intanto, inizia a chiedere agli esperti che stanno avviando la stazione i primi dati: li mette subito alla prova. E ottiene una rilevazione che, poi, emergerà anche sul sito ufficiale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La terra ha tremato alle 18.02 una prima volta, ma il movimento è stato quasi impercettibile. Poi trema una seconda volta alle 18.33.

Nella notte si sentono altri boati ma sono meno intensi. Nei giorni successivi, c'è lo stesso viavai di informazioni che corrono più sui social che nei comunicati ufficiali. È uno sciame sismico oppure, come nel 2009, è colpa della siccità e della natura particolare del sottosuolo cassinate? Oppure, come sostengono in tanti, boati e terremoti sono due fenomeni differenti? Sì, perché tra una rilevazione e l'altra dell'Ingv ci sono stati tanti altri micro-movimenti avvertiti dalla gente.
Così, il sindaco Carlo Maria D'Alessandro invia una comunicazione al presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), professor Carlo Doglioni e al direttore del Centro Nazionale Terremoti (Cnt), dottor Salvatore Stramondo per richiamare la loro attenzione sull'attività sismica che sta interessando Cassino e il suo hinterland.

«Ho fatto notare che a partire dal giorno 23 giugno - si legge nella nota inoltrata ieri mattina - la zona è stata soggetta a grandi boati seguiti da tremori del suolo che hanno suscitato molta preoccupazione nella popolazione. L'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ha registrato questi movimenti tellurici corrispondenti all'attività avvertita dalla città quattro volte, due il 23 giugno (con magnitudo locale della scala Richter di 0.0 e 0.9) e il 26 giugno (con Ml. 1.6 e 2.0). Sappiamo che l'Ingv tiene costantemente monitorata la zona, soggetta, soprattutto in periodi di forte siccità, a fenomeni ancora oggi in fase di definizione. Alla luce di tutto ciò ho richiesto un parere scientifico su ciò che sta avvenendo, in quanto non è nostra intenzione creare allarmismo con congetture o ipotesi su cui non abbiamo un'effettiva competenza, ma, allo stesso tempo, considerate le esperienze passate nel nostro Paese, non abbiamo intenzione di sottovalutare qualsiasi evento, seppur di piccole dimensioni, che possa in futuro mettere in pericolo l'incolumità della popolazione. Ho dato anche la mia disponibilità a un incontro presso le loro sedi o presso il Comune per approfondire la tematica».

È lo stesso sindaco a ricordare che l'intensità, almeno dei terremoti, cresce. «Il dato è fisiologico, ha sempre riguardato il territorio ma di fronte a una concatenazione di eventi - tra sisma e boati - ho scritto per avere delucidazioni e analisi. Montecassino è una montagna con molte cavità: i boati si sono sempre verificati. È l'insieme degli eventi che mi porta chiedere chiarimenti. Penso, ragionevolmente, che boati e terremoti possano essere fenomeni separati ma devo avere un'analisi approfondita. E, infatti, può essere valida anche l'ipotesi di chi li ritiene concatenati. Tuttavia, l'elemento da studiare è la rapida successione». Intanto, per precauzione il sindaco ha portato il piano d'emergenza comunale - le cui modifiche sono state appena approvate in assise - anche a casa sua. «Non servirà, ne sono sicuro. E mi auguro che resti per sempre in quella cartellina rossa. Ma, intanto, ne ho una copia in Comune e una a casa»