Non solo chiosco chiuso. Molti cittadini (e visitatori) chiedono una maggiore attenzione e una maggiore cura per gli spazi interni dell'Acropoli. Partiamo dall'area giochi, dove ci sono stati degli interventi di manutenzione, anche se tutta l'intera area meriterebbe un adeguato restyling. Purtroppo qualche giorno fa, i soliti vandali hanno danneggiato una delle altalene presenti. Capitolo a parte la questione dei bagni pubblici: sono spesso chiusi, quindi, inutilizzabili, e se ne lamentano in modo particolare i turisti in visita alle mura poligonali e alla Cattedrale di San Paolo. Poco più in là, lo scavo Zevi, area archeologica diventata area di discarica: maleducati e incivili vi buttano dentro di tutto, il minimo è trovarvi delle bottiglie. Basta poi scendere i gradini della Porta Maggiore e guardare la situazione della cisterna romana, piccola testimonianza archeologica per la quale sono evidenti gli errori commessi anni fa: valorizzazione errata, copertura che non aiuta a decifrare il manufatto, vasca che diventa un ricettacolo di immondizia e di foglie secche trascinate dal vento. Da tempo si parla di chiuderla ed allargare la sede stradale per consentire a pedoni e automobili un transito più agevole: sarebbe, a questo punto, la soluzione migliore ma una decisione in tal senso non è stata ancora presa. Risalendo per tornare nella parte alta, la passeggiata per lungo i viali ci conduce nella zona retrostante di Civita, frequentata di più da chi porta a passeggio il proprio cane: qui, qualche settimana fa,alcuni volontari hanno ripulito le aiuole attorno alla conca. Meritano una citazione per aver ridato un po' di dignità all'intera area. Qualcuno, infine, ha parlato, anche, di Acropoli come terra di nessuno. È una frase che contiene elementi eccessivi, ma è fuori di dubbio che il monumento principale della città meriti un rispetto costante. Da parte di tutti.