La lunga notte dei boati. Così potrebbero essere descritte le ultime dieci ore dei cassinati. I rumori provenienti dalle viscere della terra si sono susseguiti fino all'alba. "La terra è secca e soffre" ha spiegato questa mattina all'alba un anziano contadino arrivato in città per il mercato della frutta e della verdura.  Intanto la scorsa notte sono stati centinaia i commenti che i cittadini hanno scritto sui social. Molti interrogativi e tanta paura che da semplici boati questi tremori possano diventare veri e propri terremoti. Le immagini di quanto è accaduto nel Centro Italia poco meno di un anno fa sono balenate nella mente dei Cassinati. L'amministrazione ha fornito rassicurazioni, esperti e tecnici sono al lavoro per delineare un quadro più corretto su quanto sta accadendo nel sottosuolo della città martire. Ieri notte però i cassinati sono rimasti all'erta, pronti a scappare in caso di scossa. Una situazione abbastanza critica. in alcune zone poi i movimenti si sono avvertiti di più, in altri quasi per niente. Molto dipende dal percorso sotterraneo delle faglie. Sarà un fine settimana all'insegna del timore. I prossimi giorni, con il caldo in aumento, si prospettano ancora più critici. 'La crisi idrica c'è, l'acqua scarseggia. Se la terra si secca è più facile che frani sotto i nostri piedi o addirittura sotto le nostre case e le nostre strade' ha aggiunto un altro cittadino che ricorda già come in passato si siano verificati altri casi simili di boati. L'allerta rimane e ci si interroga su quando finirà questo fenomeno che dell'inquietante.