Si è recata all'ospedale di Sora per partorire ma ha trovato chiuso. È l'assurda vicenda che ha riguardato una donna di Sora che, poco prima delle 22 di martedì si è arrivata al pronto soccorso del Santissima Trinità dopo aver rotto le acque. Al nosocomio, tuttavia, pare non ci fossero ginecologi in grado di assistere la paziente con la donna che è stata accolta da un chirurgo che, tuttavia, ha consigliato alla gestante di recarsi all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone dove la donna è riuscita, senza particolari problemi, a dare alla luce il suo terzo figlio.

A Sora quindi l'emergenza è reale e a nulla è servito il reintegro formale di due medici sottoscritto poco meno di 48 ore fa dalla direzione della Asl nella mattinata di lunedi. Il reparto di ginecologia e ostetricia è, a tutti gli effetti, chiuso e le gestanti vengono dirottate, quello di martedì non sarebbe il primo caso, negli ospedali di Cassino e Frosinone. Gli unici parti permessi restano quelli d'urgenza ossia quei casi in cui le gestanti dovessero arrivare al pronto soccorso con il parto già aperto ovvero con il nascituro in procinto di venire al mondo. In quel caso i medici sarebbero obbligati, anche in assenza del ginecologo di turno, ad assistere la paziente.

A poco quindi è servito il tavolo tecnico tenuto ieri mattina presso la Asl di Frosinone tra i vertici dell'azienda e i primari di Sora e del capoluogo. Per molti il SS. Trinità sta vivendo una lenta agonia. «Vogliamo i servizi che meritiamo e medici 24 su 24 per far nascere i nostri figli» - indignati parlano i futuri genitori. Preoccupazioni, referti di future mamme pubblicate in rete dopo essere state prima al pronto soccorso di Sora e poi, visto il blocco dei ricoveri, dirottate a Frosinone, aspri commenti sui social che puntano il dito su scelte politiche datate volte al declino del nosocomio sorano: questa la situazione di queste ultime ore.

A seguire i vari passaggi c'è un sindaco, Roberto De Donatis, che oltre ad aver sollecitato la formulazione di un documento di reintegro immediato dei due medici rimasti, purtroppo solo su carta, in forza al reparto di ginecologia ed ostetricia firmato dalla direzione della Asl nella mattinata di lunedi, è pronto a ricordare di aver votato contro un atto aziendale, proprio in ragione di essere con l'intera comunità il garante della difesa del S.S. Trinità. «Occorre che il Sindaco della Città di Sora chiami a rispondere di questo stato di cose, il presidente Zingaretti e l'assessore alla Sanità convocandoli in un consiglio comunale specifico. Le sorti dell'Ospedale di Sora ormai sono diventate materia di esercizio di pubblico delirio e vaporose proclamazioni di un malessere che travalica ogni forma di compunta decenza. La consapevolezza della progressiva perdita di funzionalità, preludio ad una definitiva chiusura del nosocomio nostrano, è ormai un "patrimonio" pubblico.» dichiara Paolo Ceccano di Sinistra Unita Sora.