Latitante trans peruviano scovato dalla polizia in una casa del piacere a Cassino. Arrestato. La polizia approfondisce i controlli antidroga e scopre insospettabili case di tolleranza, in centro come nelle periferie.

Il blitz è scattato in via Molise, dove un giovane trans peruviano è stato trovato dopo due anni di latitanza. Nel "cassetto" il peruviano, tra lingerie e giochi erotici, nascondeva un bel mandato di cattura emesso a suo carico dal Tribunale di Milano dovendo espiare nove mesi di reclusione per violenza privata in concorso. Dal 2015, infatti, il giovane si era reso irreperibile.

Fino all'altra sera, quando il fiuto investigativo degli uomini del dottor Alessandro Tocco ha centrato ancora una volta l'obiettivo. Insieme a lui, una rumena di 27 anni, residente in un'altra regione, nei cui confronti è stato avviato il procedimento amministrativo per l'adozione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio.

L'operazione

L'eccellente risultato è stato conseguito durante uno dei blitz posti in essere dal personale del Commissariato di Cassino in collaborazione con le unità cinofile antidroga della Polizia di Stato nell'ambito della capillare azione preventiva - fortemente voluta dal questore Santarelli - finalizzata a scoraggiare e bloccare l'uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Proprio mentre erano in corso alcune perquisizioni negli appartamenti della città martire è "saltato fuori" il trans peruviano e, ancor più, è emerso un dato affatto secondario: Cassino è piena di case - insospettabili - di tolleranza.

E questo, obbligatoriamente, rimanda ad un altro ovvio interrogativo: chi sono i clienti degli appartamenti del piacere? Sono del posto o come spesso accade sono dei pendolari del sesso? Che lavoro fanno? Da via Molise a via Pascoli, da via Leopardi passando per via Verdi fino a via Di Biasio, le stanze segretissime occupate da trans e giovani prostitute, soprattutto dell'Est, sono decine e decine. Tutte in palazzi insospettabili. Stando ai dati raccolti finora dagli inquirenti, gli italiani preferiscono albanesi e rumene - il numero più consistente di lucciole censite - ma anche italiane: quasi tutte quelle scoperte a Cassino sono partenopee. E non mancano di certo i trans stranieri.

Un mercato fiorente, quello delle case di tolleranza, divenuto negli ultimi anni un vero e proprio business. Il problema per gli inquirenti è legato alla difficoltà di poter dimostrare lo sfruttamento, ma anche a quella di far emergere la forte evasione fiscale che accompagna questo "settore": chi affitta appartamenti a lucciole e trans lo fa in maniera spesso poco trasparente, attraverso un prestanome. E di frequente anche la somma corrisposta per la locazione risulta in gran parte a nero. Le prostitute non vogliono guai e accettano anche canoni maggiorati pur di mantenere la clientela affiliata nel tempo. Le indagini sono in corso. E le novità potrebbero essere sbalorditive.