La Corte dei Conti ha dato l'ok al Comune di Cassino allo spalma-debiti per prolungare i pagamenti fino al 2044 mentre il piano originario dell'ex giunta prevedeva di estinguerlo entro il 2022.

«Nella originaria formulazione del piano di riequilibrio tale disavanzo, si sarebbe dovuto coprire entro il 2022, mentre il disavanzo di euro 6.323.765,41determinato dal riaccertamento straordinario dei residui alla data del primo gennaio 2015 sarà ripianato, per disposizione normativa, entro il2044 con una quota annuale di 210.792,18 euro», ha spiegato l'assessore Schimperna. Che non ha fatto nessun accenno alla gestione di chi lo ha preceduto.

Ad innescare invece la polemica politica è stato il consigliere Gianrico Langiano che ha spiegato: «C'è da dire che ancora una volta abbiamo dovuto fare i conti con la malagestione della passata amministrazione che è stata capace di realizzare un buco di oltre 7 milioni di euro».

L'ira funesta

Il consigliere ed ex assessore alle finanze Enzo Salera non ha lasciato cadere nel vuoto tale critica. Non si è limitato alla difesa: ha gettato una tanica di benzina sul focolaio acceso da Langiano ed è andato al contrattacco. Con stilettate al vetriolo. La prima: «Quel disavanzo di amministrazione, da noi ereditato per quasi quattordici milioni di euro dall'approvazione del consuntivo 2011, ridotto a poco più di 7 milioni al 31 dicembre 2015 non rappresenta affatto "un buco da noi creato nel 2015", come sostiene Langiano, ma anzi l'esatto contrario, il che è indice solo di una gran confusione che regna nella mente del giovane "bocconiano"».

Quindi Salera prova a ferire nell'orgoglio Langiano tirando in ballo Mario Abbruzzese «che nel conclave delle scorse settimane avrebbe redarguito il giovane "bocconiano" invitandolo a studiare di più perché è inammissibile - sempre secondo il consigliere regionale - che un giovane "bocconiano" fresco di laurea non proferisca parola in consiglio comunale in occasione dell' approvazione del consuntivo salvo poi apparire loquace sulla stampa».

Quindi la terza stoccata, quella finale: «Se Langiano avesse quantomeno letto, anche senza uno studio approfondito la delibera inviata alla Corte dei Conti non solo avrebbe evitato la figuraccia di "sparlare" dimostrando così di non sapere neanche di che stava parlando, ma avrebbe sicuramente dovuto cogliere che, nel corpo della delibera viene citato un solo intervento fatto in consiglio al fine "motivazionale della delibera consiliare", ed è quello del sottoscritto».

Per il consigliere Salera questo atteggiamento è fuori luogo anche alla luce degli progetti che recentemente il Comune si è visto bocciare dalla Regione «mentre il sindaco era impegnato ad inaugurare l'acqua che esce dalla fontana di piazza XV febbraio oppure a presenziare alla processione in fascia tricolore dopo aver assaggiato la stozza cassinese in qualità di giurato». Quindi tra il serio e il faceto Salera conclude: «Sono d'accordo con Abbruzzese, Langiano studi di più e faccia meno comunicati, così come i suoi colleghi che sui giornali impazzano, ma poi in Aula si limitano solo ad alzare la mano e ad eseguire le indicazioni».