Non è ancora mezzanotte in via Verdi, a Cassino, quando un urlo, poi un altro, unito a violenti tentativi di aggressione, attirano l'attenzione anche dei più distratti. La festa di Sant'Antonio è nel vivo e anche le parole pronunciate da vicino assomigliano a un bisbiglio ma quella furia cieca fa sparire ogni altro rumore. In un attimo una scena surreale inghiottisce il vociare festoso, le urla allegre dei bambini e la musica alta: un immigrato afferra una grossa pietra e inizia a colpire tutto e tutti.

La ricostruzione

Sono le 23.15 quando scoppia il caos. La gente, a migliaia, si sposta da piazza Diamare a viale Dante, all'area del parco Baden Powell per visitare tutti i luoghi del divertimento incastonati nell'antica e amatissima ricorrenza religiosa dedicata a Sant'Antonio. In via Verdi, poco distante dal parco B. Powell e dal parcheggio dove sono alloggiate le giostre, un ghanese di 26 anni, ubriaco, inizia a inveire dapprima contro i presenti. In mano ha una grossa pietra e la dirige, minacciosa, verso chiunque incontri lungo il suo tragitto. C'è l'inevitabile fuggi fuggi e la paura scorre a fiumi. Il ragazzo si dirige, allora, verso il serpentone di automobili parcheggiate lungo via Verdi e inizia a colpirle. Utilitarie e auto di grossa cilindrata: tutte finiscono nel suo mirino. Si sente il rumore dei vetri infranti e i parabrezza non esistono più. In alcuni casi colpisce più volte la stessa auto, accadendosi, in altri invece lascia solo un "ricordo". Un signore compone il 113 e gli agenti del Commissariato di Polizia arrivano in un attimo. Le volanti, difatti, erano già impegnate a presidiare il territorio e quella cinta urbana affollata di gente accorsa per le "mille e una" attrattive della festa.

Aggrediti gli agenti

Quando arrivano, il ventiseienne è ancora lì. Continua, imperterrito, a colpire le macchine. Alza lo sguardo, li vede e prova a fuggire. Ma viene braccato. A quel punto continua ad agitare quella grossa pietra anche contro di loro nel tentativo di colpirli e di guadagnarsi una via di fuga. Aggiunge pure calci e pugni, ma gli va male. Pur lievemente feriti, gli agenti agli ordini del dottor Alessandro Tocco riescono ad immobilizzarlo, a metterlo in macchina per portarlo negli uffici del Commissariato: per lui la "festa" è davvero finita. Iniziano gli accertamenti di rito e si scopre che il folle che ha disseminato terrore è un ventiseeienne ghanese, con pregiudizi penali per reati contro la persona. Scatta l'arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, porto abusivo di arnesi atti a offendere e lesioni personali mentre sono ancora in corso accertamenti sulla regolarità della permanenza dello straniero sul territorio nazionale.

Intanto i poliziotti feriti vanno al Pronto Soccorso per le medicazioni dove vengono giudicati guaribili in 5 giorni. Alcuni hanno ricevuto colpi dritti al torace. Via Verdi invece è "sommersa" di rabbia. I proprietari delle auto - almeno tredici quelle danneggiate - si lasciano andare a commenti di ogni tipo. Poi vanno in Commissariato e si mettono in fila per fare denuncia. I presenti urlano il disappunto di fronte a questo come ad altri episodi simili successi in questi giorni, durante la medesima festa. Diversi, solo per fare un esempio, gli specchietti delle auto trovati rotti dai proprietari al rientro. Ma è la paura a restare impressa in parecchie menti. «Non sapevamo cosa fare. Abbiamo pensato solo a correre e ad allontanarci». Ha detto un signore che ha assistito alla scena. Scena surreale che lascia tutti interdetti.