Una vendetta per la cocente eliminazione del Frosinone Calcio? Potrebbe essere una delle possibili interpretazioni dell'azione condotta da un informatico frusinate di 37 anni. Questi è accusato di aver colpito un'azienda tessile di Carpi, di averne bloccato la rete dei computer, pretendendo per restituire i dati, ormai non più utilizzabili dai proprietari, un riscatto di cinquecento euro. L'azienda ha pagato, ma ha anche denunciato il fatto.

Così, i carabinieri hanno denunciato l'informatico per i reati di estorsione aggravata e accesso abusivo a sistemi informatici. Per essere più convincente, magari avrebbe anche potuto utilizzare l'immagine di qualche calciatore canarino. Fatto sta che, a tradirlo, è stata l'indicazione dell'Iban sul quale accreditare i soldi del riscatto. Ed è da lì che i carabinieri di Modena sono partiti per risalire all'autore dell'incursione informatica.

La vittima è un'azienda del settore tessile della città che, di recente, ha eliminato il Frosinone dalla corsa alla A. I computer sono stati infettati da un virus e poi sono diventati ostaggio dell'hacker. I dipendenti si sono trovati così nell'impossibilità di lavorare, rischiando anche la perdita di dati importanti. Tuttavia, la soluzione era nello stesso schermo dove compariva un messaggio (con tanto di Iban) che invitava a pagare la somma di 500 euro. In caso di mancato pagamento, i file sarebbero andati perduti.

L'impresa, per evitare guai, ha prima pagato, ma poi ha chiesto l'intervento dei carabinieri ai quali ha presentato una denuncia sull'accaduto. I carabinieri sono riusciti a risalire all'autore dell'estorsione, accusato di aver utilizzato il virus cryptolocker per infettare la rete aziendale. Ha però lasciato traccia. Ed è stato risalendo ai dati bancari che i carabinieri hanno denunciato un informatico di 37 anni, esperto del mondo web.