E' finito su Rai 3 il caso del sorano Vincenzo Gismondi, il quarantanovenne che, nel 2009, diede a un suo concittadino e vicino di casa ben trentamila euro con la promessa di un contratto a tempo indeterminato alle Poste italiane. A ricevere i soldi, garantiti con assegni dello stesso importo, era stato un amministratore di condominio di Sora difeso dall'avvocato Fabio Quadrini. L'uomo è già stato condannato dalla corte d'Appello con il suo legale che ha però optato per il ricorso in Cassazione.

«Ancora non vedo restituiti i miei soldi - ha raccontato Gismondi al giornalista Sottile - Solo duemila euro mi sono stati restituiti». Il giornalista ha poi ripercorso la vicenda che a tratti ha dell'incredibile. Convinto dal vicino di casa, infatti, il sorano avrebbe consegnato trentamila euro e avrebbe poi ricevuto un telegramma sedicentemente inviato da Poste Italiane, più volte però dichiarata estranea ai fatti. Un telegramma che prometteva l'assunzione a tempo indeterminato dopo una selezione mai avvenuta. Tutto falso ovviamente.

«Il mio cliente pagherà - ha dichiarato l'avvocato Quadrini intervenuto in studio - ma questa è una storia triste dall'inizio non dalla fine. Il signor Gismondi ha chiesto un posto di lavoro e nessuno si è chiesto il perché lo abbia chiesto al mio cliente.Per entrare in Poste serve o un concorso o l'invio di una domanda cosa che Gismondi non ha fatto ma ha pagato per aggirare il sistema».

La corte di Appello di Roma ha condannato il truffatore a due anni. I giudici di secondo grado hanno rideterminato la pena, con il vincolo della continuazione, di due precedenti condanne, entrambe a un anno e otto mesi. E dunque, conti alla mano, l'uomo, difeso dagli avvocati Fabio Quadrini e Luca Gulia, ha ottenuto uno sconto rispetto al primo grado. Ad accusarlo erano state le tre persone, poi parti civili, assistite dagli avvocati Alessandro Loreto e Silvio Bruni. L'uomo intervenuto in studio non sarebbe stato peraltro l'unico truffato: ad accusare P.D. sono state infatti anche due sorelle residenti a Sora.