Botte alla moglie. Prima tra le mura domestiche. Poi anche in strada, in pieno centro storico. A fermare la violenza sarebbero stati alcuni passanti, che, davanti a quella scena, non hanno esitato neppure un istante ed hanno allertato i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, agli ordini del tenente De Lisa e del maggiore Imbratta. E il marito, un operaio del posto, è finito in manette.

La ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che non fosse neppure la prima volta. Ma la donna, una quarantacinquenne di Pontecorvo, non aveva mai detto nulla. Forse per paura, o per vergogna. Questa volta, però, la lite era degenerata. Quelle parole sgradite, quelle frasi divenute offensive e piene di rabbia si erano trasformate in azioni. E l'avevano travolta senza lasciarle il tempo di chiedere aiuto. Così, come hanno ricostruito i militari, la moglie aveva subito una prima scarica di calci e pugni in casa, da cui era fuggita, raggiungendo la strada. Una corsa forsennata: momenti concitati tra grida di rabbia e di dolore. Poi l'intervento dei carabinieri allertati - sembrerebbe - da alcuni passanti. Una scena terribile, offerta a grandi e piccini senza veli. L'uomo, già noto per furto e lesioni personali, è stato colto in flagranza di reato e arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Assistito dall'avvocato Michele Sirianni Notaro, è stato condotto in carcere.

La causa

La causa della violenza improvvisa sarebbe legata solo a "futili motivi", cose da poco. Incomprensioni leggere, normali all'interno di una vita di coppia: nulla in grado di giustificare quanto accaduto. Senza un'apparente spiegazione, la donna è stata travolta da una rabbia tale che difficilmente sarebbe comprensibile. Mai giustificabile. Solo la sua prontezza, la capacità di sottrarsi alla scarica di calci e pugni ha evitato il peggio. Soccorsa da alcuni passanti, la donna è stata trasportata al Santa Scolastica dove è stata sottoposta a tutti gli esami del caso: ne avrà almeno per sette giorni. I militari stanno ricostruendo il terribile episodio grazie anche alle testimonianze raccolte.