Indagati per tentato omicidio. La maggior parte dei dodici esponenti del commando armato che ieri ha colpito con spranghe, bastoni e coltelli gli egiziani in viale Bonomi a Cassino è stato identificato e per loro si è aperto un fascicolo con la pesante accusa di tentato omicidio. Loro, come gli altri, sono ancora irreperibili e la polizia di Stato li cerca in ogni angolo della città e dell'hinterland.

Gravissimo il ventenne ricoverato all'Umberto I di Roma con un trauma cranico multiplo, nessun miglioramento delle sue condizioni: troppo violente le percosse e, in particolare, i colpi alla testa ricevuti durante la "spedizione punitiva". Per gli inquirenti, infatti, la guerriglia che ha agitato la città ieri, intorno alle 11, non può essere classificata come rissa ma come aggressione vera e propria. Ecco perché l'accusa formulata è così grave. Intanto, emergono particolari inquietanti. Dopo la colluttazione, quando uno dei coinvolti giaceva a terra sanguinante, il suo aggressore gli avrebbe rubato soldi e cellulare in un gesto che va ad aggravare la sua posizione. Verifiche e controlli non si fermano, la città viene setacciata palmo a palmo dagli agenti agli ordini del vice questore Tocco.

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