Sicilia, Calabria meridionale, Campania, con Napoli e Caserta, e Lazio meridionale, con Frosinone, Latina e Roma. Sono tra i territori a presenza o a maggior rischio infiltrazione della criminalità organizzata.

E' uno degli aspetti chiave emersi dalla ricerca sul riciclaggio in Italia secondo il centro Transcrime dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con le università Vrije di Amsterdam (Olanda) e di Leicester (Inghilterra). La classifica italiana del rischio riciclaggio vede al top Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, quindi Crotone, Napoli, Imperia, Caserta, Agrigento, Palermo, Caltanissetta, Trapani e Prato. Scorrendo la classifica troviamo Latina al 38esimo posto e quindi, dopo Isernia, Potenza e Carbonia-Iglesias, Frosinone, al 42esimo. Poco più giù ci sono anche Rieti e Viterbo, 53esima e 54esima. La graduatoria è chiusa da Trento, davanti anche a Sondrio, Bologna, Reggio e Milia e Bergamo.

Per certi versi si tratta di risultati "quasi" scontati. La ricerca, infatti, ha tenuto conto in modo particolare di alcuni indicatori quali l'infiltrazione della criminalità organizzata, l'evasione fiscale, l'intensità dell'uso del contante, l'opacità della struttura proprietaria delle imprese, le rimesse di denaro all'estero. Ovviamente alcuni indicatori come la presenza della criminalità organizzata e i mercati illeciti pesano di più di altri.

Nella classifica generale, Frosinone presenta livelli di allarme elevati soprattutto per l'economia sommersa, livelli medio-alti per la presenza o l'infiltrazione della criminalità organizzata, mentre risultano molto bassi i livelli di mercati illeciti, bassa l'opacità delle proprietà delle imprese e medio-bassa le criticità per le rimesse di denaro all'estero. La situazione risulta praticamente simile a Latina con la sola eccezione delle rimesse, per le quali la provincia pontina registra una situazione leggermente peggiore rispetto al Frusinate.

Sul fronte della presenza della criminalità organizzata nel rapporto si dice chiaramente che i territori «con i valori più alti sono nel Sud, ed in particolare in Sicilia, Calabria meridionale (Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone), Campania (Napoli e Caserta in particolare) e Lazio meridionale (Latina, Frosinone, Roma). Al Nord, anche Milano ha punteggi alti».

Dallo studio emergono anche quali siano i settori economici più a rischio. Al primo posto ci sono bar e ristoranti, sfruttati dalla criminalità organizzati a fini di riciclaggio, «a causa dell'uso frequente di contante, degli alti livelli di manodopera irregolare e per la loro natura di ridotta tecnologia». Nella ricerca si dà atto che un altro settore appetibile, storicamente, dalla criminalità organizzata è quello dei giochi e delle scommesse che, negli ultimi anni, in Italia ha registrato grandi sviluppi.

A rischio anche i servizi, le costruzioni con un particolare riferimento all'estrazione della sabbia e produzione di cemento. Non mancano certo dal lungo elenco di settori a rischio di condiziona- mento da parte dei clan malavitosi gli appalti pubblici. Dalla ricerca emergono anche alcune sorprese come il fatto che rispetto all'Italia siano opache alcune compagini societarie di società del Regno Unito e dei Paesi Bassi.