Non sottoposero a profilassi antitetanica una bracciante agricola, poi entrata in coma, e per questo dovranno risarcire la Asl (già condannata dal tribunale civile) per ben 48000 euro. Questa la sentenza della corte dei Conti che ha condannato Giuseppe Colasanti (medico del pronto soccorso di Cassino), Virgilio De Blasis (medico del pronto soccorso di Frosinone) e Federica Ficola (chirurgo del reparto di ortopedia dell'ospedale del capoluogo).

Una vicenda paradossale quella che ha coinvolto la paziente che, il 15 maggio del 2006, arrivò al pronto soccorso dell'ospedale di Cassino con una frattura esposta a tibia e perone della gamba destra. Dopo la prima radiografia al piede e alla caviglia la donna venne trasferita al pronto soccorso di Frosinone dove venne ricoverata dopo una prima visita nel reparto di ortopedia per essere operata. Nonostante le tre visite la donna, come accertato nel processo, non venne mai sottoposta a profilassi antitetanica nonostante "una ferita lacero contusa avvenuta in particolari condizioni ambientali" ossia in un terreno in aperta campagna. Una vera e propria odissea quella che ha subito la bracciante.

Dopo il trasporto al pronto soccorso di Frosinone e il ricovero a cui seguì l'operazione, infatti, la donna venne ricoverata nel reparto di rianimazione in coma farmacologico. Solo in quel momento venne sottoposta alla profilassi. Un intervento definito tardivo dai giudici, con la donna che venne indotta al coma farmacolgico il 21 maggio, intubata e alimentata artificialmente dal 25 maggio al 28 agosto e sottoposta, il 23 maggio, a tracheostomia. Un comportamento, quello dei medici, che il tribunale di Frosinone ha descritto come una "condotta colposa, in quanto connotata sia dalla mancata osservanza dei protocolli medici e delle linee guida previste per situazioni simili, sia dal mancato rispetto delle comuni regole non scritte di diligenza, prudenza e perizia". La corte dei Conti ha comunque dimezzato la richiesta iniziale dell'azienda (che aveva ipotizzato un risarcimento di 97 mila euro) condannando al pagamento di 28000 euro Giuseppe Colasanti, di 8000 euro Virgilio De Blasis e di 12000 euro Federica Ficola.